E’iniziata la Fiera, Prodi: “Guardiamo al futuro con la certezza di crescere”

Confermata la manovra finanziaria di 30 miliardi di euro. Missione in Libano: “Ho scoperto che i militari sono quasi tutti pugliesi”
Arriva a Bari proprio nel bel mezzo della polemica nazionale sulle scelte coraggiose che il paese dovrà affrontare con la prossima finanziaria (circa 30 miliardi di euro).
Per non parlare delle questioni salienti della città e della regione: il riconoscimento della città metropolitana per Bari, la polemica sul rigassificatore di Brindisi, gli incidenti sul lavoro all’Ilva di Taranto e la piaga del caporalato nel Tavoliere.
Forse il Presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi avrebbe preferito un altro momento istituzionale per incontrare gli amministratori e il gota dell’industria, del commercio, dell’agricoltura e della società civile pugliese.
Chi si aspettava, però, delle risposte mirate è rimasto deluso. Il professore ha snocciolato uno ad uno le priorità che durante la campagna elettorale della scorsa primavera aveva già accennato.
“Non possiamo permetterci di venir meno al patto di stabilità che l’Unione Europea ci impone-ha dichiarato-.La manovra finanziaria di 30 miliardi di euro consentirà al paese di risanare e contemporaneamente guardare allo sviluppo”.
GLI AMMINISTRATORI LOCALI:
VENDOLA: Crescita a cui i rappresentanti delle istituzioni locali auspicano, senza però dimenticare di esporre al primo ministro italiano alcuni dei problemi che la regione deve affrontare prima di impostare strategie di decollo economico: “Il vero Pil della nazione sono le giovani generazioni– ha ammonito il governatore regionale Nichi Vendola-.Dobbiamo dare una prospettiva ai giovani che tornano ad emigrare, non sono più le braccia del dopoguerra, sono i cervelli del terzo millennio, se vanno via non avremo futuro”. “L’immagine del nomadismo coatto di queste generazioni deve finire, San Paolo parlava della buona battaglia, la nostra sarà quella di disegnare il profilo di una Puglia, di un Sud che possa diventare luogho di convivialità, laboratorio di futuro, scuola di pace”, ha concluso il governatore regionale.
DIVELLA: Sulla città metropolitana è intervenuto Vincenzo Divella, presidente della Provincia di Bari: “Nei giorni scorsi sono stato frainteso da alcuni organi di stampa, io sono favorevole alla costituzione di una area metropolitana per Bari, ma soltanto dopo aver chiarito con tutti gli enti l’architettura istituzionale che occorrerà consegnare a questo nuovo soggetto”.
EMILIANO. Il sindaco di Bari Michele Emiliano, ha invece elencato le nuove linee di sviluppo che dovranno connotare la sua azione di governo: la costruzione della metropolitana in grado di collegare il centro città con il quartiere San Paolo e l’aereoporto; la fondazione della città metropolitana per i costi vantaggiosi che l’area presenta rispetto a tutte le altre realtà e la riqualificazione già iniziata di Enziteto. Tra i programma una certezza: a Bari avrà sede il coordinamento dei team neuropsiachiatrici infantili, pediatri e infantili che insieme alla Protezione civile progetteranno iniziative di recupero per i bambini vittime delle guerra. Non mancano le richieste e le promesse: “L’anno scorso– ricorda Emiliano- proprio da questo palco dissi: “Noi Punta Perotti la abbatteremo”. Con la stessa forza e la stessa determinazione oggi dico “Noi signor presidente il Teatro Petruzzelli lo ricostruiremo, lo ricostruiremo presto. Lo ricostruiremo comunque, costi quel che costi””.
PRODI. Romano Prodi ascolta e dialoga con Nichi Vendola, ma sorvola sulle specifiche richieste ricordando che per i prossimi programmi del Sud “nei prossimi sette anni saranno disponibili circa 100 miliardi di fondi europei su cui raccomando una cosa: spendiamoli tutti per favore”. “Sviluppo urbano, fiscalità di vantaggio, conoscenza e trasposti saranno le linee a cui il governo si ispirerà nella programmazione degli interventi dei prossimi anni. Interventi che saranno selettivi, strumentali, non a pioggia”, ha continuato il Presidente del Consiglio dei Ministri.
Economia e Finanza.
Il filo del discorso si è poi interamente spostato sul fronte del commercio e delle relazioni internazionali: ”La settimana prossima- ha ricordato- una delegazione di 500 persone composta di ministri, tecnici e in particolar modo rappresentanti del mondo dell’indutria e della finanza, partiranno in Cina per consolidare un dialogo fatto di cooperazione e di relazioni commerciali sempre più vive”.
L’Italia ha infatti migliorato la sua quota di exoport verso Pechino con un incremento delle esportazioni di circa il 18 per cento e che nel 2005 ha sfiorato quota 7 miliardi di dollari.
“Ormai– conferma il professore- si vince stando in attacco e non in difesa. Occorre sfruttare l’andamento positivo del ciclo economico per insediarci in mercati che presentano una notevole crescita economica”. C’è anche il tempo per ricordare che il cuneo fiscale (altra promessa elettorale) sarà rispettata con l’obiettivo di salvaguardare il sud: “Applicheremo dei meccanismi che non andranno ad colpire il Sud a danno del Nord. Il lavoro è difficile ma ci impegneremo nel realizzarlo nel rispetto del mezzogiorno”.
C’è anche il tempo per menzionare che la riduzione del cuneo fiscale (altra promessa elettorale) sarà rispettato con l’obiettivo di salvaguardare il sud: “Applicheremo dei meccanismi che non andranno ad colpire il mezzogiorno a danno del Nord. Il lavoro è difficile ma ci impegneremo nel realizzarlo nel rispetto del mezzogiorno”, ha rassicurato Romano Prodi.
Politica Estera.
Poi il discorso ha divagato sulla politica estera e sulla spedizione in Libano: “Ho letto l’elenco dei nominativi dei ragazzi partiti da Brindisi verso il Libano: sono quasi tutti pugliesi e io sono orgoglioso che da questa regione parte una nuovo modo di dilaogare con il mondo e di programmare missioni non di guerra, ma di pace, avvallate nel solco delle Nazioni Unite e in collaborazione con l’Unione Europea”
Ed ancora il corridoi otto e l’importanza dei Balcani: “Chi considera i Balcani non essenziali nel processo di allargamento dell’Europa si sbaglia- ammonisce- quello che spendiamo per mantenere i nostri soldati in quelle zone è superiore a quanto dovremmo spendere per investire per rilanciare quei paesi”
Di risposte ai problemi del mezzogiorno nessuna parola. Per non parlare delle richieste degli amminitratori. Siamo ancora nei preliminari di una estenuante campagna elettorale ormai conclusa, ma dove i programmi sono in attesa di definizione. A rassicurare la platea rimane l’ulima frase del professore: “Guardiamo al futuro come guardiamo alla Fiera: come certezza che la nostra terra possa crescere con costanza e decisione sfruttando le nostre capacità e il nostro impegno. Così ci risolleveremo.”
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