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12 MILIONI DI EURO PER LA PUGLIA PER IL DISSESTO IDROGEOLOGICO E LA DIFESA DEL SUOLO
Si è svolto ieri al Ministero dell’Ambiente tra l’assessore alle Opere pubbliche Onofrio Introna e il direttore generale Mauro Luciani. L’appuntamento, cui hanno partecipato i tecnici dell’assessorato e il segretario dell’Autorità di Bacino Castorani, era finalizzato a quantificare le somme finanziate dal governo per la difesa del suolo e per le riparazioni del dissesto idrogeologico previste dalla legge Finanziaria 2006. Complessivamente il governo ha stanziato 180 milioni di euro per tutte le regioni, di cui una metà sarà versata direttamente alle regioni e l’altra ai Comuni, previa verifica da parte delle Regioni. “Alla Puglia – conferma Introna – andranno 12 milioni di euro: 6 alla regione e 6 ai Comuni. Adesso è necessario stabilire la lista delle priorità per una graduatoria delle richieste. Entro 15 giorni i tecnici dell’Assessorato, dell’Autorità di Bacino di concerto con Ministero e Comuni lavoreranno per stilare una prima graduatoria delle richieste”. I progetti che riceveranno la priorità dovranno sanare effettive e gravi urgenze ambientali e mitigare il rischio idrogeologico.
A margine della seduta tecnica Introna ha incontrato il sottosegretario all’Ambiente Laura Marchetti, con la quale è stata avviata una collaborazione sui temi di competenza”.
DOCUMENTO STRATEGICO REGIONALE: LE RICADUTE IN CAMPO URBANISTICO
Avviato dall’Assessore all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, il confronto sulle Proiezioni territoriali del Documento Strategico Regionale, finanziate dal Ministero delle Infrastrutture e da approvare nel novembre 2006. Le Proiezioni sono intese come ricostruzione del modello di assetto insediativo programmato della Regione Puglia, finalizzato a supportare la futura strategia territoriale per lo sviluppo e la coesione, con specifico riferimento all’utilizzo dei fondi comunitari per il periodo 2007-2013.
Obiettivi fondamentali delle proiezioni sono:
• maggiore integrazione del disegno progettuale, specie infrastrutturale, con i vincoli della pianificazione territoriale, paesistica e di uso del territorio e miglioramento dell’impianto strategico dei progetti per le città, rafforzandone la relazione con la pianificazione urbanistica;
• superamento della tendenza alla frammentazione delle azioni programmate riscontrata nel passato ciclo di programmazione;
• miglioramento della capacità di integrazione degli obiettivi di inclusione e coesione sociale nelle politiche di sviluppo rispetto al passato ciclo di programmazione, attraverso una “politica regionale integrata” in grado di incidere contemporaneamente sulle varie dimensioni della vita economica e sociale e sulla tutela e valorizzazione del territorio e delle risorse ambientali.
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