Punta Perotti: quel grande prato verde

Risparmiati i fondi per demolire le fondamenta di Palazzo Quistelli, la General Smontaggi realizzerà un percorso ciclabile
A settembre la consegna dell’area alla città, ad ottobre il prato e la piantagione dei primi alberi comprati grazie alla sottoscrizione on line per l’acquisto di un appartamento virtuale su www.perottipoint.it in collaborazione con Legambiente.
Triturate e interrate le macerie, la General Smontaggi di San Pietro Mosezzo si avvia a ricoprire completamente di terriccio l’area lunga due chilometri a sud di Bari che rimarrà, anche senza saracinesca, nel parlottio e nell’immaginario del barese come Punta Perotti.
Ieri sopralluogo congiunto dei tecnici della ditta e degli assessori del Comune di Bari, Abbaticchio e Capano con il capo ripartizione dell’edilizia Colaianni e il responsabile del procedimento del Comune di Bari Ingegner Mucciaccia, sull’area ormai ripianata che verrà consegnata a settembre ( e non ad agosto come previsto) con un bel manto verde da dare in gestione alla Multiservizi.
Tra i tecnici dell’azienda novarese nuovi volti: l’Angelo Demolitore e Amministratore delegato Giovanni Conte non era presente e neanche il progettista dell’intervento, il burbero ma alfin felice per il taglio da manuale dei palazzi dei Matarrese Architetto Stefano Chiavalon. Adesso è il momento degli specialisti ambientali.
“Grazie ai fondi risparmiati, derivati dalla mancata demolizione delle fondamenta di Palazzo Quistelli, la General Smontaggi farà costruire una pista ciclabile lungo tutto il perimetro dell’area dove si ergevano i tre corpi di fabbrica.” Ha dichiarato l’Assessore all’Urbanistica Ludovico Abbaticchio: “la pista sarà lunga due km e larga quattro metri e mezzo, nessun costo aggiuntivo per una variazione minimale al contratto approvata ad inizio agosto con delibera di giunta.”
Un grande prato verde, alberi e spazio libero dal cemento: sembra una via Gluck al contrario il destino di Punta Perotti.
Nelle notti d’estate oramai al termine, percorrendo la litoranea verso sud, di quel lungomare che resta comunque da riqualificare e bonificare, spesso nel buio il pensiero ritorna alle caldi mattinate d’aprile, quando il cielo si velava della polvere dei palazzi, monumento, sfiancato e distrutto, del soldo facile e del disprezzo delle leggi.
Da lì, forse un giorno, (se si troveranno i fondi per il riassetto del nodo ferroviario) passaranno i treni che adesso tagliano in due Japigia: per adesso il verde va bene, ma presto servono quelle idee (quei progetti, quei fondi) della Società di trasformazione urbana (STU) per ridisegnare tutto il fronte mare di questa città che con l’Acqua sembra avere più odio che amore.
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