Lavoratori Ilva: sgomento e solidarietà di Introna
“Apprendiamo con sgomento – dichiara l’assessore alle Opere pubbliche Onofrio Introna, che in questi giorni sostituisce per assenza il presidente Vendola – che altri due operai dell’Ilva di Taranto sono rimasti seriamente feriti nelle ultime ore nello stabilimento durante il proprio orario di lavoro. Gli episodi confermano l’emergenza che contraddistingue gli impianti di Taranto e che va combattuta con ogni mezzo possibile. Ribadiamo la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime e dei feriti. In tempo di pace non si può rimanere inermi di fronte a quella che assomiglia a una vera e propria guerra non dichiarata, con morti e feriti”.
Inoltre l’Assessore ha promesso che “I lavoratori dell’Ilva non saranno lasciati soli. La Regione interverrà, per quanto di sua competenza, perché tra sindacati, azienda, enti locali e agenzie preposte ai controlli sia innescato un processo virtuoso che porti ad interventi strutturali sia nell’ambito delle relazioni industriali che nei processi produttivi, perché andare al lavoro ogni mattina non sia più come andare in guerra. L’azienda, che in Italia è la più grande del settore e forse l’unica a livello europeo, deve assolutamente cominciare ad investire una parte rilevante degli ingenti utili in nuovi impianti di sicurezza e tutela ambientale. La rabbia dei lavoratori – prosegue Introna – è assolutamente comprensibile, ma solo il confronto ai più alti livelli può far scaturire soluzioni utili sia per la tutela degli operai che del territorio tarantino. La Regione farà la sua parte. Siamo vicini alla famiglia di Vito Rafanelli, che da Molfetta ogni giorno veniva a lavorare a oltre cento chilometri da casa in uno stabilimento che ogni giorno però diventava sempre più un incubo per le condizioni di sicurezza e ambientali. La storia di Rafanelli è l’emblema delle migliaia di lavoratori dell’Ilva che non hanno scelta, se non quella di optare tra la disoccupazione o il sottostare ai padroni delle ferriere”.
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