RIQUALIFICHIAMO I BARESI

Fortunata Dell'Orzo

A che serve aggiustare se poi noi guastiamo tutto?

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Credo che dopo l’ennesima dimostrazione avuta in Piazza Garibaldi, e dopo le quotidiane conferme sparse per tutto il territorio cittadino e anche un po’ oltre,  non si debba più perdere altro tempo. Siamo una città in cui allignano un certo numero di persone incivili, maleducate e anche asociali.

Prima di spendere soldi inutili riqualificando il Centro Murattiano, per il quale è stato com’è noto bandito un concorso internazionale di idee, riteniamo sia assolutamente necessario lanciare un concorso allargato a tutto il pianeta per riqualificare i baresi, intesi come noi, cittadini in carne e ossa.

I baresi, noi baresi, abbiamo evidentemente bisogno di essere riqualificati: siamo sostanzialmente un popolo incivile in quanto non solo riusciamo ad allevare costantemente un certo numero di barbari e selvaggi nel vero e proprio senso del termine, ma non riusciamo nemmeno ad impedire che essi possano far danni all’intera comunità. Il che la dice lunga sul concetto che noi abbiamo di bene pubblico o bene comune, sul concetto di legalità partecipata e di democrazia, sul concetto stesso di educazione.

Se infatti non ci sentiamo responsabili per coloro che, ad esempio, hanno sfregiato Piazza Garibaldi e per quelli che ogni giorno per strada, sugli autobus, in spiaggia, a scuola, ovunque, danno altissimi esempi di totale inciviltà, bulleria, beceraggine e maleducazione, ebbene abbiamo tutti bisogno di essere riqualificati e rieducati.

Che a Bari la meleducazione e l’inciviltà siano un fatto pervasivo e diffuso non è una novità: ce lo sentiamo dire e con ragione da tutti coloro che visitano la nostra città e provengono da altri lidi, continentali o meno. Sappiamo tutti l’imbarazzo di quando, fuori casa, ci sentiamo descrivere come quelli che sporcano le strade o quelli che intasano il traffico, lasciando senza vergogna l’auto dove ci capita che “tanto un minuto devo stare”. Per cui per piacere non facciamo le mammolette offese e non andiamo a scomodare il sociologo compiacente per difenderci.

Per cui, per piacere, cerchiamo di capire perchè siamo così malridotti e quali possano essere le cose da fare subito per iniziare a rimediare. Vi sono almeno tre ordini di responsabilità da coinvolgere e da incrociare se vogliamo davvero uscire da questa situazione ormai insostenibile:

1. L’educazione primaria. Che non è solo quella che si riceve in famiglia (e in alcuni casi potremmo dire bell’esempio ricevono i bambini!). Che la scuola debba essere anche una scuola di vita non lo dico io, lo pensano (e lo scrivono ad ogni piè sospinto) gli educatori professionisti e formati. Solo che spesso anche gli educatori sono maleducati, stressati dalla barbarie delle famiglie, poco motivati dagli stipendi bassi, sconvolti dalla disorganizzazione scolastica.

2. La Comunità educante: bisognerebbe togliere questo concetto dalla muffa dei libri dimenticati negli scaffali di qualche specialista e farne un organismo vivente e pulsante. Infatti nelle democrazie mature e partecipate quali noi dovremmo essere, TUTTI SIAMO RESPONSABILI DI TUTTO. In altre parole: se vediamo un ragazzino o una ragazzina fare cose riprovevoli come sporcare per terra o danneggiare un bene pubblico, avremmo il dovere di intervenire con calma, civiltà e urbanità per correggere quel comportamento riprovevole, certamente usando eslcusivamente la logica e la calma. Ma chi lo fa?

3. Gli attributi. E sì, non saprei  come altro farmi comprendere. Troppo silenzio e troppa paura coprono i comportamenti asociali, incivili e barbari di certa gente che alla fine ci rappresenta tutti. Ma quanti di noi hanno mai avuto il coraggio di opporsi a un parcheggiatore abusivo? O al tizio (tizia) che scarica immondizia sotto il cavalcavia? O al gruppo di bulletti che lascia la bottiglia di birra sul marciapiede? O alla miriade di coloro che trasformano la sera il lungomare in un letamaio?  O a chi per “gioco” deturpa un’aiuola, una panchina, un bene pubblico qualsiasi? Non illudiamoci pensando che il concetto di omertà attenga esclusivamente alla mafia siciliana.

Non è facile, lo so. Per questo proponiamo questo concorso internazionale di idee per riqualificare i baresi. Se non provvediamo a questo passo, qualsiasi sforzo per rendere la città e la sua area metropolitana bella e vivibile sarà destinato ad essere solo un buco nell’acqua. Il barese incivile, infatti, è più forte di qualsiasi piano Urban. Anche perchè la maleducazione, l’inciviltà, l’asocialità poi finiscono fatalmente per prevalere su tutti gli encomiabili sforzi che si stanno facendo per migliorare davvero l’immagine (piuttosto opaca) che Bari ha nel resto mondo.

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