Tornare al Petruzzelli

Fortunata Dell'Orzo

Un’idea pervasiva e orizzontale della gestione dello spettacolo a Bari e un paio di anticipazioni sulla prossima stagione

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La città è in ferie, praticamente. Ma alla Fondazione si lavora.  Stiamo parlando della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e teatri di Bari: un’isola di fresco nel caldo afoso della città. Ma non solo. Quando entriamo al secondo piano dell’elegante condominio di Corso Vittorio Emanuele, in attesa d’essere ricevuti da Giandomenico Vaccari, il Sovrintendente, sentiamo una strana conversazione che avviene in due lingue. C’è chi fa una domanda in francese cui qualcuno risponde in inglese. E capiamo che davvero, anche concretamente, l’arte e lo spettacolo appartengono a un pianeta che orbita dentro di noi e di cui spesso ignoriamo l’esistenza.

Un pianeta molto più affascinante e pacifico di quello in cui ci costringiamo ad abitare. Ma non abbiamo il tempo di riflettere su questo che Vaccari ci raggiunge sorridendo, cordiale ed ospitale come tutto lo staff della Fondazione, e la nostra intervista-conversazione ha inizio.

Il Petruzzelli, prima di tutto. Non vi è cittadino legato alla musica che non si chieda il quando, fatidico e agognato. O di chi non faccia dolorosi paragoni con altre situazioni (la Fenice, per esempio), già felicemente risolte. Vaccari si dice ottimista e calcola un ritorno al Petruzzelli (curioso, usa la parola ritorno come se il teatro se ne fosse andato….o non siamo noi piuttosto ad averlo abbandonato?) nel 2009. “Stiamo facendo tutto: specialmente agendo sui premi di accelerazione per riaverlo entro l’inizio del 2009. La Fondazione sarà quotidianamente sul cantiere: noi abbiamo compiti precisi perchè il teatro torni prima possibile alla città”.

E non c’è solo il Petruzzelli, da riaprire. Il Margherita, per il quale Vaccari prevede tempi più ristretti, e l’Auditorium Nino Rota, sul quale grava ancora un problema di attribuzione di competenze fra Provincia di Bari e Università. Su tutti, afferma Vaccari, la Fondazione farà sentire comunque la sua presenza e la sua pressione.

Ma subito andiamo alle anticipazioni della prossima stagione, che si allarga rispetto a quella appena trascorsa e coinvolge altri teatri e strutture della città, in coerenza plurale con gli intenti della Fondazione. Intanto un’esclusiva per barilive.it: “Con l’Abeliano stiamo pensando di allestire o il Pulcinella o l’Histoire du Soldat di Stravinsky e questo Vito Signorile (il patron dell’Abeliano n.d.r) ancora lo sa” sorride Vaccari.

Ma non c’è solo questo: “Collaboriamo ancora con il Kismet, con il quale quest’anno abbiamo in programma Aladino e confermiano il coinvolgimento del Kursaal santa Lucia, della Vallisa e dell’Auditorium della Guardia di Finanza, uno spazio che ci ha permesso, in attesa di riavere l’Auditorium Nino Rota, di fare la grande sinfonica”. E la lirica? “il nostro  regista residente Federico Tiezzi sta preparando l’Iris di Mascagni“.

Vaccari già vede la città e la sua area metropolitana scandita dai suoi spazi di cultura e spettacolo: “Noi stiamo lavorando perchè a Bari si faccia la grande lirica al Petruzzelli, la grande sinfonica al Nino Rota, il teatro brillante al Margherita. Questo è il modello cui tendiamo. senza dimenticare il buon vecchio Piccinni per la prosa.  Nel frattempo: lavoriamo e produciamo ovunque sia possibile. Stiamo riavvicianando la città alla musica e alla cultura dello spettacolo con le iniziative di “Musica in periferia”, in collaborazione con l’amministrazione comunale.”

Le prospettive a lungo raggio? Vaccari non ha dubbi: creare e organizzare una classe dirigente in grado di gestire il sistema-spettacolo, in particolare il Teatro d’opera per cui Bari è piuttosto carente. E poi lavorare in sinergia con il Conservatorio e altre Istituzioni di Formazione per accrescere la qualità e la quantità degli eventi.

E il pubblico? Che può fare il pubblico barese? Riprendersi gli spazi dello spettacolo, chiederne di nuovi, essere presenti e vivere la musica, la danza e la prosa. “Non deve essere un privilegio per pochi….ma un’esigenza e un diritto di molti. Niente apre la mente e favorisce il dialogo e la civile convivenza come l’arte, la musica, lo spettacolo”.

Buon lavoro Sovrintendente Vaccari.

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