Matarrese: il Presidente a tempo determinato

I “piccoli” hanno espresso un voto contro “le grandi”. Ma non si fidano del tutto
Lui la presenta, ovviamente, come una grande vittoria. Ma è appena il quorun necessario (26 su 39) ad averlo eletto a Presidente della Lega Calcio. Succede a Galliani, il cesarista berlusconiano travolto da Calciopoli come sistema e ideologia se non come sentenza e intercettazioni.
Lui parla di grandi cose da fare e da rifare. Ma Zamparini (presidente del Palermo) non ha dubbi: “se fino a natale non ci soddisfa lo mandiamo a casa”. Un Presidente usa e getta, insomma. Al quale si possono dare gli otto giorni come alle colf di una volta.
Sembra un ritorno al passato, forse lo è. Di sicuro è l’icona della crisi e non del rinnovamento. Antonio Matarrese sarà anche, come dice lui, “patrimonio del calcio italiano” ma è anche il minore dei mali possibili, anche per drammatica mancanza di alternative.
Le grandi squadre in ritiro trappista (quasi a vergognarsi, adesso, d’essere state grandi e potenti), le piccole incapaci di esprimere delle personalità di “garanzia” (troppo forti le voglie di revanchismo se non di vendetta nei confronti delle grandi, reduci da un processo epocale) ed ecco che ti rispunta “Tonino” il bello dei Matarrese, quello che ha comunque vissuto una stagione internazionale e che è riuscito a diventare qualcuno nonostante le origini calcisticamente umili e imprenditorialmente non irrestibili.
Abbiamo la nettissima sensazione di star rileggendo una delle pagine immortali di Tomasi da Lampedusa, quando a cospetto della “rivoluzione” garibaldina i nobilisiciliani sapevano benissimo che stava cambiando tutto proprio perchè nulla cambiasse davvero.
È comunque la conferma che questo non è affatto un bel momento per il calcio italiano, a dispetto del titolo mondiale appena conquistato. E non vi è nulla di personale in questo nostro giudizio. Ma se dopo la bufera di calciopoli, le squadre italiane si mettono (parzialmente) d’accordo su un nome come questo, possiamo ottmistamente pensare solo che sarà molto lunga la via ad una normalità pulita, che tenga conto delle mutazioni genetiche ormai subite dal calcio e del crescente disamore (vedi il crollo degli abbonamenti per Milan e Inter) che i tifosi ormai vivono come costanti nausee da gravidanza indesiderata.
A meno che davvero Tonino non sappia piacevolmente sorprenderci e dietro quegli occhietti furbi da scafato della politca (in ogni senso) vi sia davverola luce della novità e del rinnovamento. In ogni caso, auguri.
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