Consiglio Comunale: microcrisi e spaccature sotto il solleone

Antonella Ardito

Emiliano non gradisce il primo intervento di Ginefra sull’Accordo di Programma per l’Ex Gaslini e l’area dell’Autoclub

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Discussione senza fine per l’Accordo di Programma, firmato da Emiliano e Vendola e presentato in consiglio comunale dall’Assessore all’Urbanistica Abbaticchio, che prevede la variante al piano regolatore per modificare i suoli dell’ex Gaslini e dell’Autoclub di Via Napoli e renderli edificabili.
Una procedura d’urgenza chiesta dai proprietari dei suoli che prevede dei benefici per il comune come parcheggi periferici utilizzabili come aree di scambio e un teatro da mille posti, struttura che potrebbe ricadere positivamente sull’area del Quartiere Libertà.

Dove sta il problema? Dario Ginefra, capogruppo dei DS in seno al Consiglio Comunale, nel suo primo intervento durante la discussione fiume che ieri ha chiuso i lavori dell’assemblea prima della pausa estiva, è stato molto esplicito: “E’ l’ultima volta che diamo (come partito ndr) l’assenso ad un accordo anche se non siamo stati presi in considerazione durante la fase di gestazione dello stesso.”

Michele Emiliano, visibilmente nervoso, lascia l’aula e poi il Palazzo: chiaro che non gradisce l’alzata di testa di Ginefra e l’intervento chiarificatore di Veronico, capogruppo della sua lista, che giudica “depressa l’atmosfera” ma spiega che gli accordi “sono migliorabili”, accende un altro polverone con Di Matteo, capogruppo a sua volta di Rifondazione, alla ricerca di una “democrazia più partecipata” .

La minoranza di centrodestra evidenzia la spaccatura e Loiacono, consigliere UDC e ex assessore ai lavori pubblici durante la giunta Di Cagno Abbrescia, rileva  problemi di procedura, pr una sorta di forzatura all’approvazione dell’Accordo prima delle ferie che tutela a suo dire “solo l’interesse del privato.”
L’insinuazione di qualcosa di poco chiaro negli Accordi fluttua nell’aria pericolosamente e Pirro, consigliere della lista Emiliano, minaccia di dimettersi nel caso di mancata trasparenza.

Ma…saranno stati i colloqui a microfoni spenti o la necessità di non prestare il fianco agli attacchi  della destra, il secondo intervento di Ginefra rimodula i toni del primo e chiarisce che il disaccordo è nel metodo e che nel confronto c’è la vitalità della democrazia partecipata.

La frattura con Emiliano ormai a casa si riassesta sulla lunga distanza ma i dubbi restano: perché queste procedure si usano solo per pochi eletti???

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