Legge sulla famiglia, Gentile:”Il regolamento pronto a settembre”
Ieri mattina in discussione la prima bozza
Sono passati all’incirca 30 giorni da quando la nuova legge sulle politiche sociali e familiari è stata approvata. Una maratona senza fine, dove solo una mediazione del governatore Nichi Vendola riuscì a dipanare una matassa intricata fatta di emendamenti e ostruzionismo. Temi delicati come il sistema integrato dei servizi sociali, la definizione della famiglia e l’estensione degli stessi servizi alle coppie di fatto, catalizzarono l’attenzione di tutta la nazione per quel che accadeva in Puglia.
Oggi quel testo è legge e da ieri mattina è partita la discussione sulla definizione del suo regolamento attuativo. Un percorso di concertazione dove a tutti i soggetti (comuni, enti gestori dei servizi, le organizzazioni del Terzo settore, i cittadini singoli e associati) è stata consegnata una copia della prima bozza. L’obiettivo è quello di integrare il lavoro di approfondimento che ciascuna organizzazione realizzerà e di giungere così ad una sintesi capace di valorizzarne i contributi.
La promessa è quello di non far passare i canonici 180 giorni per la stesura definitiva del regolamento: “ Il nostro auspicio– ci dice l’assessore alla solidarietà Elena Gentile- è di chiudere a settembre la discussione e di essere operativi nel più breve tempo possibile. A tempo di record siamo riusciti a mettere in discussione una prima bozza che entra nel dettaglio della regolamentazione delle attività e sulla qualità dei servizi professionali”.
“Ora-continua l’assessore- è importante discutere con tutti delle modalità operative, degli standard e dei criteri che danno di fatto attuazione agli articoli e consentono a tutti i soggetti di procedere, ciascuno per il proprio ruolo, a costruire il nostro sistema di welfare”.
Il regolamento, composto di 97 articoli, è già dettagliato e presenta una suddivisione precisa in merito alle tipologie di destinatari che potranno beneficiare delle rispettive prestazioni. All’interno anche i nuovi criteri per l’accreditamento delle strutture e dei servizi sociosanitari.
A tal proposito grande attenzione è stata posta stamattina sul capo 1 del titolo quinto, tutto dedicato alle strutture per minori: “La comunità di prima accoglienza e quella familiare, così come tutte le altre strutture che sono dedite al recupero dei minori, sono state oggetto di grande attenzione e riforma da parte nostra -riferisce l’assessore Gentile- Abbiamo voluto, infatti, che i minori allontanati dalle famiglie perché vittime di violenze o sottoposti a provvedimenti giudiziari di natura penale, fossero inseriti in strutture capaci di agevolare l’inserimento in un percorso non solo assistenziale, ma anche di recupero formativo e rieducativo”.
Nella discussione è emersa anche la problematica della mancanza di asili nido. Stando alle dichrazioni sono circa 600 i bambini che, nella sola città di Bari, non sono riusciti a trovar posto in nidi pubblici. Un dato che non rappresenta il fabbisogno. Infatti, non tutte le famiglie stipulano richiesta al Comune per ottenere questo servizio, preferendo, al contrario, rivolgersi a strutture private.
“Per questo problema– ci risponde l’assessore Elena Gentile- vorremo portare a compimento un programma di investimento di quasi 13 milioni di euro capace sia di incentivare l’offerta sia di sostenere la grande domanda che viene dalla famiglie. Come diciamo in questa prima bozza vorremo aiutare massivamente tutti quelle famiglie con all’interno bambini di età compresa tra 0 e 3 anni. Come? garantendo loro un sostegno completo grazie ad una implementazione dei servizi sul territorio in grado di tutelare la volontà dei genitori a maturare la propria carriera professionale senza per questo dover rinunciare al proprio ruolo di padre e madre”.
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