Lettera aperta a Michele Emiliano

Fortunata Dell'Orzo

Due o tre cose sullo stadio e sul potere

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Caro Signor Sindaco.

Sappiamo il suo da fare, e la sua fatica. Sappiamo che non ha tempo nemmeno per la sua famiglia, ma sappiamo anche che lei è perfettamente felice di fare quello che fa. E non lo considera solo un dovere. Ma un servizio. Ci perdoni, quindi, questa ulteriore parentesi nella sua giornata, una lettera aperta che nasce dopo tre domande cadute letteralmente nel vuoto, da noi rivolte a Elio Sannicandro, che Lei ha scelto per occuparsi di Sport e dunque anche di impianti sportivi. E nasce dopo una furiosa telefonata che abbiamo ricevuto da Fabio Foglianese, addetto stampa del Bari Calcio.

Non sappiamo cosa ci indigni di più: il silenzio di Sannicandro o il tranquillo insultare di Foglianese. Entrambi, a nostro parere, sintomi di uno stesso malessere, di una stessa concezione della comunicazione o della non comunicazione. E forse anche del potere e del suo dispiegarsi sulla comunità.

Durante l’incontro per gli Europei a Bari, infatti, avevamo chiesto a Sannicandro davanti a tutti i colleghi, quali fossero i termini della convenzione tra Calcio Bari e Comune di Bari, per la gestione dello stadio. E cosa intendesse fare il Comune per rientrare in possesso di un bene così importante, visto che il Bari Calcio lo tratta come proprio.

E, soprattutto, se le migliorie e le spese per lo stadio sostenute dal comune potessero essere compatibili con una gestione alquanto privatistica di un bene così importante e di valore che, a causa di una serie ormai lunga di pietosissimi campionati del Bari Calcio, giace in una condizione di “deserto” pressochè cronica.

Le domande sono rimaste senza risposta, anzi, sono state ignorate da Sannicandro che ha continuato imperterrito a parlare d’altro, come se non fossero state formulate. Abbiamo poi riportato queste nostre domande non risposte in un articolo dedicato al mercato del Bari calcio, esprimendo, come potrà vedere, tutta la nostra perplessità sul silenzio dell’Assessore.

Nello stesso articolo, esercitando il nostro diritto di cronaca e di critica, abbiamo detto alcune ovvietà di dominio pubblico sull’andamento deprimente e deludente del Bari calcio, sullo sfondo della recente notizia degli Europei nella nostra città: ci figuravamo, come sotto testo, la fatica di portare a Bari un pubblico che ormai diserta da anni lo stadio e che, certo non per colpa nostra, è in aperto dissidio con la società che gestisce la squadra.

Mai l’avessimo fatto. Il giorno dopo ci arrivano (a me e a Danilo Calabrese) due lunghissime telefonate da parte del solerte addetto stampa del Bari calcio, Fabio Foglianese. Circa 40 minuti di telefonata, credo, fra l’una e l’altra. Non so il tenore di quella fatta a Danilo. Ma so quello della mia. Foglianese non capiva, ma proprio non capiva “l’astio” contro la squadra del Bari e, dunque, contro la Famiglia Matarrese (la maiuscola è d’obbligo) in quanto, come lei vedrà signor Sindaco, non abbiamo usato termini e perifrasi cui evidentemente Foglianese è felicemente abituato. Siamo stati diretti nel definire la situazione del Bari, il suo mercato mediocre, le sue prospettive asfittiche, il suo divorzio dalla città (60 mila baresi non vanno più allo stadio) e, soprattutto, nel notare come Sannicandro avesse glissato (per essere eufemistici) quando si parlava dei rapportti del Comune con i Matarrese circa la gestione dello stadio.

Foglianese non capiva ( e con lui forse l’intero staff del Bari) come si potesse osare tanto…è arrivato a chiedermi ( e qui mi sono sentita davvero insultare) quale fosse la mia competenza specifica in fatto di calcio, inquanto i miei giudizi, evidentemente, dimostravano che di calcio io non ne capisco niente.

Chissà se di fronte alle stesse critiche, Foglianese  avrebbe fatto le stesse domande a Giuliano Ferrara, Paolo Mieli o il suo adorato Mario Gismondi, giusto per citare tre direttori di testata, quale io sono.

Gli ho risposto due semplici cose: Barilive non è sul libro paga del Bari Calcio e che esiste una cosa chiamata linea editoriale. La nostra linea editoriale, evidentemente, non intende occuparsi di sport in modo banale, prono ed asettico e, soprattutto, non intende riservare sconti a chicchessia, nemmeno se si chiama Matarrese.

Ma su una cosa ho dovuto dare ragione a Foglianese, e per questo le stiamo scrivendo. Il Comune ci deve dire come stanno le cose, quali sono i termini economici e strutturali della convenzione per cui lo stadio San Nicola è , in pratica, la sede del Bari Calcio. Questo assolutamente non deve restare un mistero.

Ci aspettiamo dunque una risposta da lei signor Sindaco. Perchè pensiamo sia ora che questa città debba sapere. Un’ultima cosa: avevamo offerto diritto di replica alla società del Bari calcio, conosciamo il nostro mestiere. Ci è stato risposto da Foglianese che “il presidente non è interessato a replicare”.

Preferisce, evidentemente, che siano i suoi portavoce a farsi sentire, magari senza andare troppo per il sottile, da chi crede che si possa fare il giornalismo con la schiena dritta (per citare Ciampi) e non in ginocchio davanti a chi “ha potere”.

Con stima da tutti noi di www.barilive.it.

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