Una chitarra sovrana
Un giorno suo padre gli mise una chitarra tra le braccia. Aveva sei anni. E fu amore al primo accordo. Una passione mai finita. Anzi, cresciuta. E, se gli chiedete di scegliere tra il suo strumento ed
Voci dal Sottobosco, la rubrica curata da Alessandra Colucci continua imperterrita durante la calda estate barese a svelare le potenzialità nascoste di giovani artisti dalle speranze sempre vive.
Se a Bari esiste, come è certo che esista, un sottobosco di artisti che meriterebbero ben altre platee, Simone Martorana, 25 anni, ne è uno dei protagonisti. Perché la sua è una di quelle bravure che non ammettono repliche. E’ un talento straordinario, sapientemente coltivato. Un dono. Ecco la storia di un ragazzo a cui non fa paura l’idea di suonare in giro per l’Italia ma a cui fa orrore quella di finire dietro uno sportello. A mettere i timbri.
Ti metto subito a tuo agio: questa rubrica è nata principalmente pensando a te, vale a dire ad un talento eccezionale che meriterebbe ben altre ribalte. Sei d’accordo?
“Non so se le merito ancora sinceramente… E poi le “ben altre ribalte” di solito non sono necessariamente collegate con il talento di un musicista… Più con il fondoschiena forse…”
Quando hai iniziato a suonare?
“6 anni… Direttamente una chitarra elettrica… Una mini Telecaster”
Hai definito tuo papà Liborio, “il mio guru”. Senza di lui saresti diventato ugualmente un musicista?
“No, non credo proprio… Sia a livello genetico che musicale devo tutto a lui… Gli ascolti, la voce, l’avermi comprato quell’elettrica a 6 anni…”
Fare musica a Bari è facile?
“Sembra di no… Anche se comincio a pensare che non sia Bari la vera responsabile. Alla fine per fare buona musica occorre davvero poco ormai, se ci sono le idee con un portatile la si può fare ovunque. Se poi per fare musica intendi suonare dal vivo invece, bé allora qui intervengono i tanti limiti socio culturali di questo posto”
Sei conscio di essere uno tra i migliori chitarristi sulla piazza?
(riflette, nda)
“Sei la prima a dirmi una cosa così carina, mi piace pensare che a un po’ di gente piaccia come suono e canto, mi basta sapere questo…”
Andiamo sul banale: meglio una donna o una chitarra?
“Banalissima… Diciamo così, dipende dai giorni”
E’ difficile vivere una vita da musicista, senza orari precisi, in giro per l’Italia?
“Vuoi che sia sincero?”
Mi piacerebbe…
“No, non lo è per niente”
Ti dici mai che forse sarebbe meglio un bell’impiego dietro uno sportello, magari a mettere i timbri?
“No mai”
Cosa fa veramente schifo nel panorama musicale italiano?
“L’importanza sempre crescente che l’immagine ha, a discapito della musica. Insomma video sempre più costosi e musica sempre più di merda, e la totale carenza di idee per quanto riguarda i testi”
Che persona sei?
“Una persona tranquilla”
Tu non hai un sito, invece tutti i musicisti che ho intervistato prima di te ce l’hanno. Come mai?
“Credo molto nel web e penso che sia molto saggio avere una propria finestra sul mondo. Personalmente però non voglio fare cose affrettate e quando deciderò di fare un sito voglio avere delle cose da dire e da proporre. Per ora sto pensando alla musica, poi penserò a tutto il resto”
Lasceresti Bari definitivamente pur di fare musica?
“Se fosse necessario perché no?”
Hai mai paura che tutto questo finisca?
“A volte si… Ma appena il pensiero si fa un po’ più grande mi dico che quando e se succederà ci penserò”
Molto probabilmente questo articolo avrà per titolo “Simone chitarra sovrana”, lo trovi adatto?
“Mi sembra a dir poco esagerato… Comunque, bella storia”
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