Blues, quando la storia è musica

Antonio Scotti

Presentanto l’ultimo libro del giornalista Edoardo Fassio

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Un libro per parlare di blues. Ma anche una serata dove gustare le dolci note dell’armonica e della chitarra. Si è svolta ieri sera, al Fortino Sant’Antonio,  la presentazione dell’ultima fatica editoriale di Edoardo Fassio dal titolo “Blues”: diciotto capitoli per raccontare la storia di un genere musicale nato dall’incontro fra la tradizione melodica africana e gli strumenti musicali europei.

Una serata sotto le stelle per raccontare il nuovo libro della collana Contromano della casa editrice Laterza: un modo di ripercorrere i passi storici più significativi del blues, rievocando le comunità nere di New Orleans da dove il genere ha cominciato a muovere i suoi primi passi. Prima come espressione di un disagio,  poco tempo dopo,  come uno dei principali canali di comunicazione parallelo fra le varie comunità nere americane.
Edoardo Fassio, assolutà autorità nel mondo del blues nonché giornalista e conduttore radiofonico su Radio due, viaggia tra i nomi più celebri del genere musicale. Ma anche tra gli aneddoti che hanno segnato la storia del blues. Dalla formazione della musica Country ad opera di un ferroviere per arrivare al boggie,  venuto alla luce come un derivato dal blues e sbocciato per volontà di un operaio dell’America nera che grazie al successo nei quartieri africani decise di abbandonare il suo lavoro.
Insomma, un mosaico di tante piccole storie raccolte in un distillato di esperienza e passione.

A far da contorno la musica di Dario Lombardo all’armonica e di Andrea Scagliarini alla chitarra. Un binomio gradevole ed originale per apprezzare la musica blues nelle sue note e nelle sue parole. Testi che a prima vista avevano tutta l’aria di essere senza significato e addirittura sgrammaticati sono stati riletti e ricontestualizzati nel panorama americano dell’epoca per comprendere quanto fossero densi di significato e rilevanza sociale in quel preciso momento storico.

Note uniche ma il cui fascino dovrebbe essere riscoperto e valorizzato uscendo, come ha ricordato il moderatore della tavola, Fabrizio Versienti, “da una diffusione carbonara per riscoprire quanto il blues ha prodotto nella storia della musica e in particolare in generi formati negli anni seguenti: il jazz e rock su tutti”.

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