DIARIO MONDIALE XIII CAMPIONI DEL MONDO

Christian Montanaro

Si conclude felicissimamente la rubrica curata da Christian Montanaro

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Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo.
Così parlò Nando Martellini, indimenticabile voce televisiva, ventiquattro anni fa.
Molti saranno stati delusi ieri sera nel sentire Marco Civoli, l’erede di Bruno Pizzul alla Rai, dirlo solo una volta, proprio mentre le Coppe Rimet diventavano quattro nella bacheca azzurra e valeva dunque la pena pronunciare quella frase una volta di più di quanto fece all’epoca Martellini.
Una delusione però da poco, che non può certamente scalfire la grande gioia di una Nazione intera che torna ad unirsi dopo gli effetti disgreganti dello scandalo intercettazioni.
L’Italia è CAMPIONE DEL MONDO per la quarta volta nella sua storia, dopo le edizioni vittoriose del 1930, del 1934 e del 1982 e dopo le due finali perse del 1970 e del 1994.
Siamo stati buoni profeti alla vigilia, azzeccando l’uscita di scena del Brasile dei fenomeni e la possibilità concreta della squadra di Marcello Lippi di aggiudicarsi un campionato sicuramente alla nostra portata.
Lo abbiamo fatto nella maniera migliore, sconfiggendo il tabù rigori e battendo una Francia che troppe volte negli ultimi anni ci aveva fatto piangere.
La vittoria finale è meritata, nonostante la grande prestazione del secondo tempo dei transalpini.
L’Italia è sembrata più squadra, mentre i francesi figli della verve dei suoi solisti Zidane, Henry, Malouda e Ribery.
Ridurre, come ha fatto il ct Domenech, la nostra vittoria all’espulsione di Zidane è da vigliacchi e da bugiardi.
Primo perché è avvenuta a partita ormai chiusa ; secondo perché, per quanto Materazzi possa averlo provocato, un giocatore di quell’esperienza e classe non deve arrivare al punto (come peraltro già gli è capitato in passato) di abbassarsi a scendere a una reazione sconsiderata come quella posta in atto.
All’Italia ieri è mancato del tutto Francesco Totti, fuori posizione dal primo minuto, e ben controllato da Makelele, ma in campo ci sono stati dieci leoni che hanno dato tutto per vincere.
Cominciando dal miglior portiere del Mondiale, Gigi Buffon, decisivo anche ieri sul colpo di testa di Zidane, per passare a Cannavaro, secondo miglior giocatore del Mondiale (dietro proprio a Zidane), saracinesca difensiva pressoché impenetrabile. Continuando con Marco Materazzi (decisivo per noi l’infortunio di Nesta), un uomo che di insulti se ne è sentiti arrivare troppi nella sua carriera, per concludere con Ringhio Gattuso, diga imprescindibile là in mezzo al campo.
Bari e tutte le piazze del mondo vestite d’azzurro hanno gioito fino a tarda notte ieri sera.
L’atmosfera non era la stessa dell’82. Non c’era un Rossi capocannoniere, un Tardelli urlante, un Sandro Pertini gongolante.
C’era solo un gruppo unito e compatto, senza dualismi e contrasti interni, che ha avuto la meglio sulle critiche, tirando fuori l’orgoglio nei momenti di crisi, unita anche da un calendario francamente agevole (eccezion fatta per semifinale e finale).
E’ stato tuttavia bello vincere ai rigori contro la squadra che sei anni fa immeritatamente ci aveva spogliato di un Europeo nei minuti finali del match, e che ieri, composta da molti giocatori che in quell’occasione erano presenti, non ha avuto nemmeno la dignità di andarsi a complimentare con i nostri giocatori, fieri della loro presunta maggiore classe ed erroneamente sicuri di aver subito un torto.
La fortuna però gira nel calcio, e oggi l’unica cosa che si può dire è GRAZIE AZZURRI.

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