Notte Mondiale

Antonella Ardito

L’orgoglio italiano vissuto in Periferia

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Una fresca notte d’estate, uno schermo in piazza voluto dal Comune e finanziato dai magnati della grande distribuzione che fonde dentro di se le miriadi di tivù accese in questo quartiere, come in tutta la città e in tutto il nostro splendido belpaese.
E’ tesa l’aria che si respira nella Piazza di Carbonara per questo Italia-Germania che ha risvegliato ricordi calcistici dal sapore antico e alimentato polemiche di basso rango: almeno 700 persone riunite quì per un rito che porterà l’Italia in finale, attesa da dodici anni, da quell’Usa ’94 di sacchiana e innominabile memoria.
Giovani e giovanissimi, bimbi imparruccati e tanto tricolore, famiglie e anziani soli che escono dalla solitudine dei sottani freschi ma vuoti di questo spicchio di Bari e si uniscono in imprecazioni (consentite) per una punizione non data e in “mado!!!” con le mani tra i capelli per il palo di Gilardino e la traversa di Zambrotta.

Lo 0-0 sofferto, con gli azzurri sfortunati sotto porta ma, e questo è doveroso sottolinearlo, autori del match, dopo i ’90 minuti lasciava già presagire il fantasma atroce dei rigori: e invece non è stato così.
Convinti i ragazzi di Lippi, il gruppo Italia che vede convivere Totti e Del Piero, accolto da un timido applauso dalla Piazza al suo ingresso in campo, affrontano i supplementari, forse consapevoli che non è giusto arrivare ai rigori, che l’Italia intera ha bisogno di questa finale, di battere i tedeschi con i gol veri, con quel “non ci credo” di Grosso, dopo la parabola al 14’ del secondo tempo supplementare, che innalzava gli azzurri verso la finale e la definitiva certezza data allo scadere dei 120 minuti di questa semifinale da paura dal gol liberazione di Alessandro Del Piero.
E la gioia impazza nella Piazza, vero centro della vita dei popoli, sventolano maestosi tricolori, ci si abbraccia e ci si bacia: è un’orgia di vittoria mondiale, incontenibile la voglia di urlare.

Poi via ai caroselli ai clacson e al ritornello di White Stripes associato a Totti.
In centro il blocco di Corso Vittorio Emanuele è saltato, in barba alle disposizione del prefetto Schilardi, a Carbonara la circolarità della Piazza permette scene di giubilo rovinate da qualche stupido che sale sulla vecchia Aja e l’attraversa sgommando: nel cielo velato una luce monitora i festeggiamenti.
Le forze dell’ordine ci sono, su nel cielo con l’elicottero, ma i resti di bibite e alcolici sono sulla Piazza.
Qualcosa non ha funzionato, ma godiamoci ancora la festa, questa vittoria contro chi ci vuole male e sempre perdenti: domenica è un’altra storia, da scrivere chissà contro chi.
Oggi però, e non neghiamolo, siamo forse un po’ felici e ci sorprendiamo anche a fischiettare quell’inno di Mameli che sarà pur giudicato brutto, ma insieme alla Piazza e al tricolore è un simbolo dell’Italia che vuole essere protagonista.

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