DIARIO MONDIALE X

Christian Montanaro

Storia e leggenda si intrecciano, il mito si riattualizza, il calcio assurge a nobile arte

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E’ la partita dei ricordi e delle speranze.
Passato, presente e futuro si intrecciano in questa Italia – Germania che vale una finale.
Una gara che riveste sapori speciali e si inebria di un profumo tutto particolare che riporta alla mente imprese straordinarie, come quel 4 a 3 targato Gianni Rivera e, soprattutto, quel 3 a 1 “spagnolo” che ci valse il terzo mondiale.
Corsi e ricorsi storici di un calcio che sembra non poter fare a meno di queste due nazionali.
Italia e Germania sono ancora lì, pronte a disegnare un’altra pagina del calcio internazionale, tra premesse sbagliate (alzi la mano chi credeva alla vigilia in una Germania semifinalista) e supposizioni esatte (l’Italia era più squadra del Brasile).
Non ci sarà Frings tra i tedeschi, inchiodato dalla prova televisiva, e questa è già una bella notizia.
Per Totti in particolar modo, libero così di creare senza un “mastino” alle calcagna.
Per il resto sono tante le sfide nella sfida di questa partita.
Ballack contro Totti, Lehmann contro Buffon, Klose contro Toni, ma anche Klinsmann contro Lippi.
Uno, l’allenatore, vessato dalla critica, che ha avuto il coraggio di spedire in panchina Oliver Kahn, una istituzione in Germania, per concedere spazio all’ex milanista Lehmann, emigrato dalla Germania per trovare in Inghilterra, nell’Arsenal, la fiducia mai concessagli in patria ; l’altro, a rischio di esonero dalla panchina italiana prima dell’inizio del mondiale per via dello scandalo intercettazioni, capace di creare una barriera di isolamento intorno agli azzurri dalla realtà circostante, sulle orme del comportamento di Enzo Bearzot nel lontano 82.
Italia – Germania vuol dire tante cose in effetti, ed è impossibile raccontarle tutte, se non dicendo che è lo scontro tra cuore e polmoni, tra talento e muscoli, tra senso tattico e grinta agonistica.
Chi prevarrà? Difficile dirlo.
La Germania gioca in casa e può vantare il calore del pubblico amico, ma l’Italia è troppo vicina all’obbiettivo questa volta per lasciarselo sfuggire.
Una vittoria vorrebbe dire la finale con due formazioni apparentemente più pericolose dei tedeschi, Francia o Portogallo, ma in realtà più accessibili per gli azzurri, perché più dipendenti dai suoi campioni.
Ripresisi Toni e Totti, tutto è possibile ora e niente deve spaventare.
L’Italia dei quarti, con Camoranesi sulla destra, è apparsa più quadrata in campo e più pericolosa nelle ripartenze.
Da lì si deve ripartire, consci di non essere inferiori a nessuno e sicuri del proprio valore.
Italia – Germania è una realtà che ha l’immagine di un sogno.
Chissà che stasera, andando a dormire, gli italiani non sognino di nuovo quel goal di Marco Tardelli e domani non ne vedano realizzare uno simile da uno dei suoi successori.

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