L’On. Salvatore Greco sull’AQP
Riceviamo e pubblichiamo
“Non ho mai sentito un elenco di stupidità così lungo per giustificare un violento e inaudito spoil system ai danni di inermi lavoratori, e perdippiù di una società a capitale pubblico”.
E’ il commento di Salvatore Greco, componente della commissione Attività produttive della Camera, a proposito del mandato rinnovo di 35 contratti a tempo determinato appena scaduti.
“A leggere le dichiarazioni che i vertici dell’Acquedotto pugliese hanno rilasciato – sostiene il deputato udc – viene da trasalire: com’è possibile che si mettano per strada così tanti onesti lavoratori adducendo motivazioni di puro tenore formale? Se non è stata fatta una visita medica si fa sempre in tempo a farla; se mancava un visto burocratico di un dirigente si fa sempre in tempo a farlo mettere”. “Quanta leggerezza e sfacciataggine – chiede ancora Greco – sono necessarie per guardare in faccia 35 persone che per un anno hanno lavorato ricevendo verifiche trimestrali puntualmente ‘superate’ e altrettanti attestati di efficienza da parte dei diretti superiori, e dire loro ‘siete dei corrotti’?”.
“E’ una vicenda che ha dell’incredibile – aggiunge l’esponente udc – di cui è responsabile il presidente della Regione Vendola, azionista di riferimento dell’Aqp, che pilatescamente si lava le mani e scarica sull’azienda tutta la responsabilità di questa infame decisione”. “Se sono fannulloni si mandino a casa – propone Greco – ma se per caso hanno lavorato e ricoperto posti di lavoro scoperti in organico, meritano che non gli si sbatta la porta in faccia quasi fossero truffatori: dietro quei 35 ci sono altrettante famiglie che avevano legittimamente confidato nella conferma in ruolo”. “Molti di loro – rivela – avevano più volte ricevuto perifno rassicurazioni verbali in tal senso, dichiarazioni che oggi i funzionari e i dirigenti si ricacciano in gola perché il presidente ha deciso che quei lavoratori hanno un marchio di infamità e non meritano di continuare a lavorare”.
“La moralizzazione delle assunzioni è solo una ipocrita foglia di fico – sostiene ancora Greco – messa davanti all’impudicizia di un comportamento che non sarebbe giustificabile in una azienda privata, figuriamoci in una Spa a capitale pubblico. Ricordo male o la procura della Repubblica di Bari ha detto che non c’erano condotte illecite in quelle assunzioni? Ricordo male o il presidente dell’Aqp è stato nominato da una giunta regionale bene connotata politicamente come del resto anch’egli è? Se la colpa di questi giovani lavoratori è essere stati nominati sotto il governo di centrodestra e perciò sono impuri, non meno impuro è chi è stato ‘assunto’ ai vertici dell’Aqp dalla maggioranza di centro-sinistra appena si è insediata lo scorso anno”.
“Il presidente Vendola scenda dalla torre d’avorio dove si è rifugiato e dica perché nel caso di questi 35 non vale la battaglia che il centro-sinistra strumentalmente dice di voler combattere contro la precarietà: questi precari meritano di fare gli accattoni? – domanda Greco – La giunta regionale ha il dovere non solo morale di intervenire, mandando a casa chi merita di andarci, non chi per un anno ha lavorato e si è guadagnato il proprio non certo milionario stipendio”.
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