Bari tra cinquant’anni…

Antonella Ardito

Il Caro Amico e Lettore Giorgio risponde nuovamente al tema sulla maturità

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Ricordate il tema di maturità, quello su Bari vista tra cinquant’anni?

Un nostro affezionato lettore, Giorgio da Bari, ha risposto nuovamente alla giornalista ottimista che vi scrive, in merito alle buche innumerevoli della città. Vi giuro che non ci conosciamo e che non l’ho pagato per rispondermi…intanto attendo nuovi pareri

Cara Inguaribile Ottimista,

avere una sincera speranza sarà anche lecito ma mettersi il prosciutto davanti agli occhi ammetterai che lo è meno.
Con riferimento alle buche, che avevo preso come esempio della malagestione della nostra amministrazione, mi pare difficile, e bada bene che parlo da non addetto ai lavori, che riempirle con badilate di materiale bituminoso assestandolo poi con un rullo a mano possa bastare per ripristinare la sede stradale ad opera d’arte.

Avrei voluto, ma ahimè non avevo la mia macchina fotografica, poterti far vedere come due addetti della Multiservizi un pò sovrappeso coperti solo da un gilet arancione non allacciato per ovvi motivi di stazza ( in barba alle norme di sicurezza ) curavano venerdì pomeriggio il manto stradale in via delle Murge.

Tu te la prendi con la pioggia, con i tir, con chi ha progettato la strada e con chi utilizza troppo l’auto..!?!? E con chi sceglie le imprese che devono effettuare i lavori di manutenzione chi se la deve prendere? E con chi dovrebbe preoccuparsi di verificare come vengono svolti i lavori di dette imprese prima di pagarle chi se la deve prendere?

Cordiali Saluti

Giorgio

Caro Giorgio

quello che ci manca è il senso civico, due paroline piccine ma importanti, che celano un significato grande. Capisco il tuo disappunto nel vedere persone pagate con le nostre tasse non adempiere ai propri doveri, ma uno stato di polizia non fa parte della nostra democrazia: dovremmo essere tutti più responsabili della cosa pubblica, e non intendo quella di cui parlano i politici in abstracto, bensì delle strade, delle piazze, dei giardini.

Sono cose mie e tue e devono esserlo anche per i nostri figli: la colpa alle istituzioni?

Ti ripeto sempre più convinta che la strada da seguire è un’altra…quella del bene comune e in comune…non di Emiliano, di Simeone e di quelli che c’erano e che verranno.

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