Voci dal sottobosco*: A cavallo dell’Onda
Due anni fa la campagna elettorale con Emiliano, poi i complimenti della sorella di John Lennon, una valigia per Roma sempre pronta e a Sergio Rubini manda a dire…
*Inizia oggi una nuova rubrica curata da Alessandra Colucci che intende scoprire e valorizzare quelle "voci" un po’ defilate ma splendide, sia per augurare loro sorte felice sia per poter dire, fra sei mesi o un anno, "be’ noi l’avevamo capito che questo/a avrebbe sfondato" (f.d.)
Quando l’ho contattato per concordare questa intervista, venendo a sapere che sarebbe stato il primo, ha commentato "allora farò la cavia". Ma, quando ci siamo incontrati, non sembrava particolarmente nervoso. Anzi ha addirittura bissato la colazione, ordinando un cappuccino tutto schiuma e quattro biscotti con cioccolato e zucchero a velo.
35 anni, cantautore, Antonio Tuzza è talento barese di sottobosco. Co-fondatore dei Quarrymen, una tra le migliori Beatles tribute band mai nate – almeno secondo quanto sostiene Julia, la sorella di John Lennon – è anche compositore di colonne sonore, produttore e musicista in alcuni progetti artistici emergenti.
Togliamoci subito il dente, meglio John o Paul? Risposta secca, senza spiegazione…
"Paul".
Sir Paul McCartney è stato, tra le altre cose, interpretato proprio da Antonio nel musical "Eppy" di Romy Padovano. Antonio è stato anche Callisto, uno dei protagonisti del film "Tutto l’amore che c’è", di Sergio Rubini, nel quale interpretava anche il tema musicale principale.
I bambini prima vogliono fare i calciatori, poi i piloti, poi i cantanti ed alla fine, in larga parte, finiscono dietro una scrivania. Tu quand’è che ti sei fermato sulla strada che porta verso la scrivania?
"E chi l’ha detto che mi sono fermato? Mai detta l’ultima parola"
Ecco perché hai preso la laurea in Lingue… Paura del futuro?
"No, no. Quella l’ho presa perché mi piaceva il programma di studi, mi sembrava quella culturalmente più interessante, di più ampio respiro europeo. Da solo non mi sarei mai impegnato in maniera costante… E poi volevo prendere la laurea".
(mentre lo dice, guarda l’orologio e realizza di aver fatto tardi, la segreteria è chiusa, deve rimandare il ritiro della pergamena di laurea che, spiega, "finalmente è pronta").
Ritornando alla vocazione per la musica…
"Quando ho fatto la Comunione chiesi una chitarra in regalo e la dimenticai sopra un armadio. Suonarla mi faceva male…"
Male?
"Sì, sì, male fisico. I bambini hanno le manine delicate e le corde erano dure. Poi, diventai un fan di Dj Television e, contemporaneamente, rimasi estasiato dall’album "The Joshua Three" degli U2 e mi resi conto che con la chitarra si potevano fare un sacco di belle cose, che il musicista era proprio una bella professione. Allora comprai la prima uscita di "Accompagnare con la chitarra" di Red Ronnie e imparai a suonare da autodidatta".
E il dolore alle mani?
"C’era, ma poi passò. Ci fu una specie di soglia, di punto di rottura, passato quello niente più dolore, solo il piacere di suonare".
Due anni fa sei stato uno dei musicisti dell’Onda di Emiliano. In due anni credi che Bari, musicalmente, sia migliorata?
"Non ho l’impressione che l’Amministrazione abbia dato un impulso determinante, ma credo che a Bari si faccia più musica di prima, si facciano più cose. Non so in quale entità c’entri la politica, ma credo che il ribaltamento da un’Amministrazione all’altra non sia stato determinante in questo senso".
Pentito?
"Sì, ma non per ragioni politiche. Le ragioni sono altre. Mi sono sentito "usato" per riempire una piazza in una serata, e dunque sono pentito di aver fatto la campagna elettorale, per questo non ho aderito a quella del Presidente Vendola, come invece hanno fatto molti musicisti".
Per lavoro ti sposti spesso a Roma, ti dà fastidio che a Bari certe professionalità non siano apprezzate?
"No. E’ come chiedersi perché a Bari non si scii. A Bari non si scia perché non ci sono le montagne. A Bari non si producono grandi cose perché mancano i vivai, le scuole, le realtà che servono, che sono indispensabili. Non posso fare il compositore di musica da film in una città dove non ci sono strutture, dunque non mi spiace dover essere spessissimo a Roma".
E il fatto che Sergio Rubini, con il quale hai lavorato, non ti chiami per comporre le musiche dei suoi film ti pesa?
"No, affatto. Sergio chiama Pino Donaggio come Ivan Iusco e Pierluigi Ferrandini. Il che mi fa sperare, in quanto mi piacerebbe molto lavorare con lui".
I musicisti acchiappano?
"Sì".
Anche quelli brutti?
"Se hanno una marcia in più, sì".
Hai mai usato la musica per conquistare una donna?
"No, ho altri sistemi".
Cosa speri?
"Di cavarmela".
Cosa sogni?
"Non lo ricordo"
Cosa temi?
"Temo che i miei obiettivi diventino sogni"
Potrebbe accadere?
"Se accadesse, mollerei questa vita per fare quello che capita"
Mi dici una cosa meschina ed una cosa terribile?
"Una cosa meschina ed una cosa terribile"
Lo sai che dicono che Paul McCartney dovrà versare 300 milioni di euro alla moglie, dalla quale sta divorziando?
"Cosa vuoi che siano per lui 300 milioni di euro…".
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