Festa della Polizia

Seguendo l’evoluzione che nel corso dei decenni ha trasformato i sudditi in cittadini, la Polizia di Stato è una delle Istituzioni al top del gradimento dei nostri concittadini.
Piazza del Ferrarese è passata dalle orribili luminarie da sagra paesana al rigore tecnologico del terzo millennio, grazie alla festa della Polizia di Stato, che compie 154 anni di onorato servizio. Poche piazze abbiamo a Bari. Non siamo una città cresciuta attorno ad un’agorà o che nei secoli ha sentito il bisogno di darsi un salotto buono dove al passeggio si unisse lo sbocciare di gruppi, piccoli o grandi, per parlar, progettare, suonare ai piedi di una fontana o semplicemente leggere e riflettere.
Le pochissime piazze che abbiamo sono legate più agli eventi che alle persone ed i luoghi di questa città (quelli vecchi e quelli nuovi) nascono per spontanea aggregazione nei modi più impensati: ci vediamo davanti alla casa del Frullato, sotto la Motta, di fronte allla Laterza (o a Feltrinelli da qualche anno). Delle poche piazze che abbiamo, se non sbaglio, l’unica pedonalizzata sul serio è proprio quella del Ferarrese e non da moltissimo tempo.
Fu grazie ai piani Urban di delfiniana memoria (e di dicagnana attuazione) che la piazza ridotta a berciante mercato fu trasformata in un prospetto candido alla de Chirico, ben presto preda della movida motturna dei baresi. Una cosa buona: ci piacerebbe che l’intero corso Vittorio Emanuele diventasse unalunga piazza rettangolare, magari da Via de Rossi al Margherita, lasciando fuori via Quintino Sella per non provocare coccoloni agli automobilisti. Chissà.
Ma stavamo dicendo della Polizia e della sua festa. Una bella festa in piazza, accanto alla gente, l’utenza di riferimento, oggetto costante di protezione e attenzione. Arriva a pochi giorni dalla tre giorni nicolaiana che, per fortuna, si sta portando dietro un bel po’ di polemiche, specie per il tremendo corteo storico. Segno che la città ha forse smesso di digerire tutto come un tritasassi e inizia ad avere mal di pancia e ad indignarsi.
Questa festa, si sa è anche occasione per consegnare decorazione e benemerenze: alcune, purtroppo, alla memoria. La piazza ascolta quest storie forti e vere, scolpite senza retorica, vere lezioni di vita per quei giovani un po’ così che popolano le nostre vite e le nostre strade. Quelli per i quali non c’è mai nulla di davvero importante, di davvero serio, di davvero emozionante al di fuori della loro afasia da branco.
Oggi la Polizia di Stato è al top nel gradimento dei cittadini che la sentono come istituzione amica oòltre che come baluardo protettivo contro la delinquenza e il malaffare. L’evoluzione che nel corso dei deenni ha portato i sudditi a diventare cittadini ha toccato anche, e non poteva essere diversamente, la Polizia di Stato, specie dopo la profonda riforma di qualche lustro fa.
L’ingresso delle donne a pieno titolo, poi, ne ha completato ed esaltato il restyling: il due aprile scorso, sotto il mostro sconfitto di Punta Perotti, è stata una donna, in questo caso un funzionario della Polizia di Stato appunto, a dare il segnale (la famosa sirena) che tutto stava per finire (e cominciare).
Che festa sia, allora. E per tutta la giornata.Che Piazza del Ferrarrese sia per un giorno l’icona di una intera comunità che si stringe attorno ad una sua istituzione per celebrarla e ringraziarla con parole ed opere (senza omissioni).
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