LETTERA APERTA A MICHELE EMILIANO

Michele Triggiani

Dopo anni di grigiore è l’ora di una riscossa vera

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Egregio Sindaco Michele Emiliano,

sono Michele Triggiani, meglio conosciuto come “Michele Mortadella“, esponente (ormai “ex”, ma non per questo non attivo) storico del tifo biancorosso della nostra AS Bari. Non so se Lei ha mai sentito il nome “Mortadella” o se la cosa Le crea ilarità per via del mio soprannome “storico”, soprannome sin da quando nel vecchio stadio Della Vittoria mi dilettavo a surriscaldar i tifosi baresi a suon di rullanti e grancassa.
Ho deciso di scriverLe personalmente perché sono innanzitutto un inguaribile ottimista ed un inguaribile sognatore. Proprio perché ho vissuto gli “anni d’ oro” della magica Bari da protagonista assieme ad uno stuolo di tifosi orgogliosi di tifare Bari ed orgogliosi di aver sempre portato in alto il nome ed i colori del Bari in giro per i vari stadi italiani.

Ahimé sono finiti questi tempi d’ oro, quelli del Bari di Bruno Bolchi, di Salvemini, delle “tre punte Maiellaro-Joao Paulo-Raducioiu”, di Cowans e Rideout, di Toto’ Lopez e della mitica sfida contro la Juventus in Coppa Italia, del Bari “alla barese”, della Mitropa Cup di Terracenere, del Bari di Nicola Ventola e dell’ ultima promozione in Serie A, del Bari di Fascetti targato Cassano-Enninnaya, del 2-1 contro l’ Inter, di Igor Protti capocannoniere in serie A, del Bari del “trenino”…oramai tutti “ricordi” datati che prima danno una sensazione di soddisfazione ed orgoglio, poi una grandissima amarezza e delusione. Anzi, un’enorme tristezza. Perché quei ricordi son solo amarcord, statistiche ed archivio. La realtà e’ ben altra. E visto che son uno cui piacciono le statistiche, Le riassumo la realtà con un unico dato: serie B, Bari-Cittadella, 29 paganti!

Si, una partita in serie B con 29 paganti, poche stagioni fa. Record nazionale, ahimé in negativo.
Quella partita e’ la sintesi perfetta di questi ultimi sette anni, ove siam passati dalle stelle alle stalle.
Combinazione proprio da quella partita maledetta di dicembre ’99 contro l’ Inter e’ iniziata la nostra “cavalcata” verso “le stalle”. Anzi, verso “lo stallo”. Da ambizioni LEGITTIME di Coppa Uefa (il cosiddetto “ingresso dalla porta principale”) si e’ passati prima ad una salvezza risicatissima a Venezia, poi ad un anno di batoste con tanto di retrocessione (e di una partita interna, Bari-Roma, che “qualcuno” ha svenduto a ben 30000 romani in scampagnata a Bari per “arrotondar”l’incasso stagionale). E Poi? E poi sempre più in basso. Son ormai 6 stagioni di delusioni sempre più cocenti e scandalose. Salvezze in serie B sempre conquistate per il rotto della cuffia, mancanza di programmi e svendita&svalutazione costante della squadra e dei giocatori (siam passati da Andersson ed Ingesson in serie A a due “tal dei tali” Markic e Pizzinat…), figuracce contro Albinoleffe, Cittadella, Acireale, Rimini (con rispetto per tali squadre, non ho detto Real Madrid, Chelsea, Barcellona o le “grandi sorelle” della serie A!).

Ho volutamente omesso un particolare vergognoso della nostra storia calcistica. Caro Sindaco Emiliano, nel 2004 siamo retrocessi in C! Lei e’ venuto in curva in quel Bari-Venezia di giugno 2004 e pochi giorni dopo diventavamo la barzelletta dì Italia. Con tanto di retrocessione in C (mentre “qualcuno”, invece di seguir la squadra “che dovrebbe essere come una figlia femmina”, preferiva gozzovigliare con amici e parenti tutti). Agli annali del calcio risulterà SEMPRE questa retrocessione che nessuno potrà cancellare. Nemmeno il successivo ripescaggio per demeriti finanziari altrui (Napoli/Ancona) potrà cancellar dagli almanacchi quella macchia nera che ci portiamo ormai addosso..e figurarsi se si potrà mai cancellar quell’ episodio nel cuore di tutti i tifosi del bari. Lei ora mi dirà sicuramente: ” si ma dove sono i tifosi?”.
Egregio Sindaco, i tifosi ci sono e come. Solo che a differenza di altre piazze calcistiche e città il tifoso biancorosso ha scelto una diversa ma allo stesso modo da rispettare (a maggior ragione perché senza violenza) forma di protesta: LA DISERZIONE. E dei pochi superstiti dello stadio, la maggior parte è composta dai “fedelissimi” della UCN che non “possono permettersi” di disertare perché quella maglia e quei colori rappresentano il loro punto di riferimento.

I tifosi ci sono eccome. Bisogna riportarli allo stadio, bisogna ridar loro fiducia, perché con i nostri sentimenti di tifosi ahimé “qualcuno” ha voluto giocare. Ed anche pesantemente.
Sindaco Emiliano, sono 6 stagioni di amarezze capaci di far disamorare anche i più piccoli. Non per niente se i giovani ventenni baresi son cresciuti con il mito di Joao Paolo e di Gerson, ora i più piccoli baresi hanno comunque i loro miti brasiliani. Ma si chiamano Kakà , Cafù, Adriano e compagnia varia. Tutti giocatori che col Bari non hanno nulla a che fare.
Si faccia una passeggiata per le vie della città ove i bambini giocano al calcio. E’ tutto uno sventolio di maglie di Milan-Inter-Juve e affini. Fosse la maglia della nazionale..ma nemmeno quella. E se si pone ad un bambino una semplice domanda del tipo: “perché non tifi Bari?”, la risposta più “politically correct” è : “U’ Bbàr je’ squadr? Ci tu fasc fa a jèss du Bbar!”. E sicuramente Domenica prossima in occasione di Reggina-Juventus qui a Bari ci sarà uno stuolo enorme di ragazzini baresi e della provincia che verranno allo stadio unicamente per seguire Del Piero e soci…e loro diranno “E quando mai ricapita una situazione del genere!”.

Sindaco Emiliano, qui qualcuno ha scherzato pesantemente con i tifosi biancorossi, qui qualcuno ha volontariamente seppellito l’amore dei baresi verso la squadra. E si va sempre più in basso..
Noi stiamo aspettando ancora immani promesse da chi osò dire “Entreremo in UEFA dalla porta principale” (abbiam visto solo le porte della C1), “Farò del Bari la Juventus del Sud” (forse serviva Moggi a Bari?), “Costruiro’ un grande Bari attorno a Cassano” (si, con Ayala, Pizzinat, Markic e De Gregorio..famosi fuoriclasse di grido), “Ritorneremo in Serie A” (Si, alla playstation), “Tardelli è l’ uomo che fa al caso nostro” (si, per andar poi in zona retrocessione). E mi fermo qui, per non tediarVi ulteriormente.
Sindaco Emiliano, noi ci sentiam prigionieri e “zimbelli” di colui che ricatta il calcio a Bari. Si, perché temiamo che la AS Bari sia diventato l’ oggetto di ricatto per beghe e questioni politiche ed “edilizie” che esulano dal gioco del pallone. E su questo tema preferisco non dir la mia, anche perché proprio le due righe precedenti fanno capire quanto io ed in generale il tifoso barese pensa a riguardo.

Noi ci sentiam doppiamente presi in giro quando prima vien detto “Venderò la squadra”, per poi giocar a “far il gatto col topo” con noi tifosi e con i rappresentanti delle cordate interessate perché colpevoli di “aver arringato i tifosi”. Intanto “arringando i tifosi” gente quale Cairo a Torino, Della Valle a Firenze, Zamparini a Palermo e De Laurentiis a Napoli hanno ridato coraggio e voce ai rispettivi pubblici. A Bari no, a Bari bisogna sguazzare nella mediocrità.
Io mi son permesso di scriverLa perché son sicuro che Lei è uno di quei tanti tifosi delusi, altrimenti non mi spiegherei perché all’epoca si è recato in Curva Nord nella partita play-out contro il Venezia. E Lei sa benissimo quanto è fondamentale per la nostra città un rilancio calcistico anche per ridar voce ad una città che merita attenzione e riguardo.
Non so se Lei ha intenzione di cercar di smuover le acque di un pantano torbido e ristagnante in cui ci troviamo. Io son convinto che Lei da tifoso e da primo cittadino può fare qualcosa. Qualcosa di importante per tutti noi.
Spero solo che questa lettera sia un pretesto per poter chissà parlar dal vivo e discutere della nostra magica Bari. Che non merita questa situazione, tantomeno i famigerati 29 spettatori paganti della partita contro il Cittadella…

Questa lettera e’ a mio nome ma viene approvata al 100% da tutti i 4580 iscritti e soprattutto tifosi del Bari del sito www.solobari.it.

Concludo appellandomi al suo buon senso ma sopratutto alla sua baresita’ con una sola parola “CHIAREZZA”.

Distinti saluti  Michele Triggiani

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