Feltrinelli Bari: dipendenti in sciopero
Chiedono il rinnovo del contratto integrativo, scaduto da oltre un anno, uguale trattamento economico a parità di mansioni lavorative e più tutele per gli assunti part-time e precari
Dopo Milano, Roma, Genova, Bologna, Ancona e altre città italiane, anche a Bari i dipendenti del mega-store di Feltrinelli scioperano contro la propria azienda. Il 90% di loro si è fermato davanti all’entrata in via Melo con uno striscione: “Carta più ai clienti contratto bidone ai dipendenti”. Si tratta della prima protesta dei lavoratori in cinquanta anni di esistenza del gruppo editoriale.
“Chiediamo – spiega Gabriella Lobuono, dipendente e rappresentante sindacale – il rinnovo del contratto intergativo, scaduto da oltre un anno”. Non solo. “Non siamo d’accordo – continua Lobuono – con la politica aziendale degli ultimi anni. Non vogliamo che si vengano a creare lavoratori di serie A e lavoratori di serie B”. Si spieghi meglio. “Non tutti i dipendenti Feltrinelli hanno un contratto come me. Lo sa che molti lavoratori del gruppo che prestano servizio nei punti Village sono precari? Sa che non percepiscono il ticket giornaliero per il rimborso pasti?” A dire la verità non ero a conoscenza di questa disparità di trattamento.
“Sostanzialmente scioperiamo per loro – prosegue Lobuono – ma anche per noi, assunti a tempo indeterminato, anche se il contratto è scaduto. Le nostre retribuzioni variano a seconda della data di assunzione, pur avendo le stesse mansioni”. E’ evidente che il colosso dei libri, un tempo in simbiosi con una certa cultura di sinistra, si sta trasformando in base alle leggi di mercato. “Gli stessi lavoratori part-time che guadagnano 500 euro mensili sono la catena produttiva più debole. Che progetti possono fare per il loro futuro, se non hanno una speranza di ottenere un contratto diverso da questo?”
Le risposte del gruppo Feltrinelli tardano ad arrivare. “Le repliche alle nostre richieste sono negative, perché, dicono, non hanno possibilità. Anche se fra un po’ apriranno dei grandi punti vendita Libri e Musica in molte stazioni”. Però, una risposta i dipendenti l’hanno ottenuta. “Ci hanno detto – dice Gabriella Lobuono – che ridurranno il nostro monte ore mensili da 40 a 38 con conseguente riduzione dello stipendio. E ci potrebbe pure andar bene. Ma che ci diano l’opportunità di calendarizzare i permessi per decidere del nostro tempo libero”.
Insomma, la protesta iniziata alle 11.00 è terminata alle 13.00 per poi riprendere dalle 18.00 alle 20.00. E andrà avanti con scioperi a scacchiera in tutta Italia. “Oggi chiediamo ai clienti della Feltrinelli di non acquistare alcun prodotto per solidarietà nei nostri confronti, perché siamo il cuore di questi posti”. Cuore che vorrebbe continuare ad essere il vero propulsore dell’azienda, ma in modo differente. “Noi, dipendenti Feltrinelli, abbiamo sempre avuto un forte senso di appartenenza nei confronti dell’azienda e vorremmo continuare ad averlo”.
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