Musiche in periferia: per Bari è record
Sinergia unica in Italia fra Comune, Fondazione Lirico Sinfonica e Conservatorio
Nei mesi invernali ormai alle spalle la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari ha visto animarsi chiese, auditorium scolastici, cronicari, caserme di un popolo nuovo attirato dalla musica classica e dalla professionalità di cui gli studenti del Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari sono capaci.
Questa è stata Musica In Periferia, il piccolo Festival, come l’ha denominato il sovrintendente della Fondazione Lirico Sinfonica Gian Domenico Vaccari, che ha portato dal dieci dicembre 2005 fino al 31 marzo scorso nelle nove Circoscrizioni cittadine 54 spettacoli gratuiti, dalla Musica da camera di Beethoven ai ritmi balcanici e Etno Jazz di El Basan Quartet, dai Cori Gospel all’Ensamble di Chitarre: ad esibirsi le promesse del Conservatorio del capoluogo, dove anche grazie a questi eventi si sono registrate “il 50% di iscrizioni in più rispetto all’anno scorso”, commenta Marco Renzi, da diciotto anni direttore del Piccinni, “segno che si è fatto breccia nel pubblico più giovane, che va educato all’ascolto”.
Dai dati raccolti dall’Assessorato al Decentramento diretto da Antonella Rinella si evince che su mille quattrocentosessantacinque intervistati il quaranta percento ha un’età inferiore ai 19 anni: molti concerti sono stati effettuati nelle scuole medie con un indirizzo musicale, e i due terzi del campione ha dichiarato di non essere un cultore della musica classica.
L’intento della Fondazione quindi è stato totalmente raggiunto, cioè rendere accessibile la musica antica, come l’ha definita Dinko Fabris, uno dei coordinatori di Musica in Periferia, ad un pubblico vasto (seimila spettatori per gli eventi programmati) anche considerando il movimento di spettatori che si è creato tra le varie zone della città e anche dai paesi della cinta urbana.
Per l’anno prossimo ci si propone la risoluzione dei problemi logistici (indicazione puntuale di indirizzi dei luoghi dei concerti, mailing list per i cambiamenti di programma dell’ultima ora e riscaldamento delle sedi dei concerti), sulla strada della sinergia tra gli enti pubblici e la Fondazione, senza dimenticare che portare la cultura tra la gente è importante ma che la città ha bisogno dei suoi spazi per la musica, in primo luogo l’Auditorium Nino Rota: “Per i lavori di ristrutturazione basterebbero sei mesi, ma bisogna trovare i soldi con gli altri enti (Provincia, Università), con i quali stipulare convenzioni per l’uso” dichiara Mario Renzi.
Attendere ancora tanto e pazientemente, ma per l’anno prossimo Vaccari promette sorprese: grazie ai fondi della Fondazione e all’impegno di Comune e Conservatorio Bari riesce a fare musica.
L’ultimo appuntamento con Musica in Periferia è l’otto aprile alle 20.30 presso il palazzetto dello Sport del Quartiere San Paolo, per il concerto finale della rassegna, nel segno delle musiche di Astor Piazzola, dei mandolini, del jazz di Roberto Ottaviano e della Bari’s Brass Choir.
Naturalmente ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti.
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