Fra il popolo dei Berluscones

Antonio Scotti

I pareri della piazza a confronto

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E’arrivato il suo momento. Mancava a Bari dallo scorso settembre, quando in occasione della inaugurazione della Fiera del levante aveva rilanciato il taglio delle tasse e la costruzione di una agenzia internazionale del turismo.
La gente lo aspetta, lo invoca, la lunghezza del palco è da Notre Dame de Paris e il ritornello del partito è in filodiffusione da parecchio tempo. "Silvio Berlusconi è la nostra salvezza politica.- dice una anziana signora – Noi veniamo da Brindisi e da tanto tempo che volevamo vederlo!". L’atmosfera è da sommossa, ai giornalisti non è stata riservata alcuna area, i carabinieri preparano un cordone, i telefonini si alzano all’unisono per fotografare qualcuno: una ragazza ci rimane male perché ha fotografato l’ex sindaco della Città di Bari anziché il premier. I leader sono inavvicinabili, la stampa si deve divincolare tra le braccia forzute delle guardie del corpo.
Tutto sembra organizzato seguendo un canovaccio di delirio giubilare.

Il colpo d’occhio della piazza è notevole, vengono da tutte le parti, molto di loro sono adulti e di ragazzi, anche questa volta, non se vedono in tanti. Berlusconi li invoca e loro rispondono, ma se ti guardi attorno non ne trovi molti. Quando li incontri, ti accorgi che sono diversi dai Prodi boys di qualche settimana fa e se li parli di priorità e su perché si dovrebbe votare Berlusconi alle prossime elezioni, rispondono: "Nonostante i problemi di questi cinque anni trascorsi abbiamo raggiunto risultati notevoli come due milioni di posti di lavoro" afferma Claudio di Lucera.
Fiorenzo, suo compagno (ops amico) esplicita come "molto spesso le riforme di Berlusconi siano state coperte da alcuni media e ciò non ha consentito una effettiva conoscenza del lavoro svolto dal Polo della Libertà". Poi aggiunge: " La regolarizzazione degli immigrati la sinistra non l’ha fatta, la destra sì"
Una settimana fa i ragazzi dell’Ulivo proclamavano l’urgenza di una riforma a sostegno del lavoro a tempo indeterminato; qui l’atmosfera è diversa e Angela Casale Agostinacchio, 27enne tranese, riguardo questo tema sembra sicura: "Meglio un lavoro a tempo determinato che ti consente di entrare in questo mondo, che non posti di lavoro che non si sa quando arrivano."

Come per la convention di Romano Prodi, c’è chi è venuto solo per guardare e che di votarlo non ne vuole proprio sentire: "Berlusconi è stato un fallimento- dice Barbara Mariluna- L’Italia dovrà ripartire secondo un nuovo progetto in grado di recuperare un tessuto sociale che deve necessariamente essere ricostruito".
Il Presidente del Consiglio inizia il comizio e dopo aver scandito tre domande circa la volontà del suo popolo a non voler essere governati "da chi non ha mai lavorato e soprattutto da chi collabora con forze che si rifanno a leader come Mao, Stalin e Lenin",  annuncia che il Polo della Libertà è in testa nei sondaggi.  Parte l’ovazione, mentre i ragazzi corrono da una parte all’altra di corso Vittorio Emanuele per recuperare bandiere e sventolarle. Il sole volge al tramonto, le coriste preparano gli spartiti per il gran finale, la gente esulta ma non ascolta molto. Alcuni sono capitati  per sbaglio perché trascinati per lo "struscio della sera"  e se li avvicini non sanno cosa dirti.
 Non vogliono molto parlare e nella maggior parte dei casi non sembrano avere le idee chiare come i loro papà: " Prodi vuole tassare l’eredità che vogliamo trasferire ai nostri figli, non ce la farà" urla un signore ad un gruppo di persone che incomincia ad applaudirlo. I leader si "sovrappongono", la gente è molta, Berlusconi snocciola cascate di numeri, ma una signora chiede permesso perché vorrebbe uscire: "Dovrei andare al parrucchiere, vinceremo di sicuro noi" . In bocca al lupo Cavaliere.

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