Motta non sempre fa rima con dolce
Motta non sempre fa rima con dolce. Qualche volta, infatti, può avere un gusto molto salato. Questo almeno è quello che si era pregustato Simone Motta, attuale centravanti del Rimini, ma di proprietà del Bari. Per sua sfortuna, però, nonostante nella gara contro la sua ex squadra ci abbia messo gli ingredienti della grinta e della sete di rivalsa, la torta non gli è riuscita a puntino e la sua vendetta non si è potuta consumare.
Anche se di vendetta, a dire il vero, c’era ben poco. Nel campionato e mezzo alle dipendenze del Bari, Motta è stato trattato come un principe, senza ripagare del tutto le attese riposte in lui. Specialmente il patron Matarrese credeva ciecamente nelle capacità di questo giocatore, probabilmente convinto di aver acquisito un nuovo gioiello da poter vendere in seguito al miglior offerente. Troppo pochi però 6 goal in 18 mesi per far ritenere Motta un degno
successore dei vari Ventola, Cassano e Spinesi.
Da qui il trasferimento al Rimini. In prestito, a dimostrazione che di credere in questo attaccante non si è mai smesso del tutto. Dove sta facendo bene, ma non benissimo, anche per le poche occasioni che ha avuto finora per mettersi in mostra. L’ironia della sorte ha voluto che la chance per convincere il tecnico Acori a concedergli maggiore spazio capitasse proprio contro la sua ex squadra e, comprensibilmente, da serio professionista qual è, Motta ha
cercato di non lasciarsela sfuggire, mettendo nel primo tempo spesso a soqquadro una difesa biancorossa che sabato pomeriggio era priva dell’
opportuno filtro a centrocampo.
Fungendo da boa offensiva, Motta ha favorito con il suo gioco di sponda gli inserimenti dei vari Baccin, Valiati e Ricchiuti, che hanno creato non pochi grattacapi alla retroguardia della compagine allenata da mister Carboni. Non andando però a segno, fallendo tuttavia di poco il bersaglio.
Chi invece non ha fallito l’appuntamento con il destino è stato William Pianu, il match-winner della gara, alla sua prima rete in maglia biancorossa, realizzata proprio contro quel Rimini in cui militò nel lontano 1996.
Goal a parte, Pianu si sta veramente meritando un posto di rilievo nel cuore dei tifosi baresi per il modo in cui, appena arrivato in squadra al mercato di riparazione di gennaio, ha fatto sentire meno la mancanza di un pilastro come Sibilano, caricandosi sulle spalle una difesa che fino a quel momento non poteva certamente definirsi inviolabile. Invece ora, nei 324’di imbattibilità di Jean François Gilet, c’è anche la sua firma, in calce ad una difesa che nelle ultime settimane è notevolmente migliorata nei suoi automatismi, a prescindere dagli interpreti scesi in campo.
Una difesa che, però, ha dimostrato di non poter reggere un centrocampo a trazione anteriore (La Vista, Pagano, Goretti + Ganci e Santoruvo) come quello proposto sabato, andando frequentemente in affanno se perforata sulle fasce. Contro il Rimini la fortuna ha arriso a Carboni e company, ma è bene
non puntare troppo su di essa, perché, come si sa, la fortuna è cieca e non guarda in faccia a chicchessia, e ad appena otto giornate dal termine, con una salvezza virtualmente acquisita, il Bari non può minimamente pensare di affidare alla fortuna l’esito della propria stagione.
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