Punta Perotti:ultimi ritocchi prima del botto
Nell’attesa dei risvolti giudiziari finali, il Sindaco Emiliano spiega ai consiglieri quel che avverrà domenica: dal Fortino a Pane e Pomodoro, strada libera per i cittadini
E’ un lento avvicinamento al mostro, che diventa sotteraneamente vorticoso nel rincorrersi degli eventi delle ultime ore: e intanto il Sindaco con l’assessore al Contenzioso Capano spiega come si svolgerà la giornata di domenica (le limitazioni al traffico sono già note), culmine sospirato di un evento che avrà una rilevanza mondiale.
I giornalisti accreditati saranno 255: a loro il compito di dare notizia del primo crollo, che butterà giù i tre quarti del primo stabile dei Matarrese.
Duecento ventimila metri cubi totali, fabbricati che sono composti a moduli di quattro (quelli dei Matarrese): i particolari tecnici diventano giorno per giorno più minuziosi.
“L’esplosione potrà aver luogo tra le10.30 e le 11 ma se dovessero esserci problemi la cosa slitterebbe tra le 15 e le 18” rivela l’assessore Capano.
A dirla tutta l’opera di demolizione è già in atto da giorni, con il progressivo indebolimento delle strutture: a confermarlo l’Architetto Chiavalon, responsabile del procedimento per la General Smontaggi di Novara, l’impresa che dal 21 febbraio opera nel cantiere per preparare la saracinesca alla caduta: “Ci saranno due modalità di crollo, il collasso nelle vicinanze e poi il ribaltamento verso avanti del vano scala” dichiara Chiavalon “è stata aumentata la protezione per la ferrovia e abbiamo studiato le vibrazioni all’interno del terreno.”
Domattina i tecnici del Comune e dell’Azienda si recheranno anche da Giuseppe Magrone, il pensionato della RFI che vive nella ex casa cantoniera a ridosso dell’implosione, per predisporre le ultime protezioni all’abitazione.
Seguirà l’ultimo vertice in Questura per decidere ulteriori dettagli.
Il Presidente della Circoscrizione Japigia, Pasquale Leccese, avanza qualche perplessità sulla polvere che investirà il quartiere: quella è l’unica entità che non rispetterà nessuna norma di sicurezza, “ma se il vento spirerà da terra verso mare ci sarà minor inquinamento da polveri” assicura Chiavalon, che vede già al futuro, alla triturazione e divisione tramite frantoio meccanico delle macerie, necessarie a riempire il cratere una volta tolti i ferri dalle fondamenta dei palazzi.
Questo futuro, il capogruppo al comune di AN Melchiorre lo vede nero: “Non è chiara l’idea del giorno dopo: il Sindaco Emiliano non ha detto una parola su quello che sarà Punta Perotti dopo il crollo. Forse vuole farci tornare il mercato del sesso? E poi non si conoscono i costi di una eventuale riqualificazione: della serie che si procede alla cecata ” ha finemente chiosato Melchiorre.
“Dietro questo abbattimento c’è un chiaro intento elettorale, meglio sarebbe stato abbattere tutto insieme dopo le elezioni: lo stesso Sindaco si accorgerà il 10 aprile che tutto questo non avrà giovato ai fini elettorali.” Ha aggiunto.
Melchiorre ha anche fatto un riferimento all’eventuale contenzioso: “Gli avvocati esterni percepirebbero cifre astronomiche, siamo intorno al milione e mezzo di euro, a carico di chi?” ha terminato esprimendo una congettura del tutto personale.
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