Puglia: ecco il piano energetico ambientale
Non secondaria l’influenza dei cambiamenti climatici
Sono state introdotte le linee guida del P.E.A.R. (Piano Energetico Ambientale Regionale) dai rappresentanti degli enti coinvolti nella stesura del progetto: l’AFORIS (Agenzia di Formazione e Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile), Ambientitalia e la regione Puglia.
L’intento di questo incontro, che ha coperto l’intera giornata, è stato quello di rendere partecipi tutti gli enti interessati alla condivisione delle scelte rifuardanti le misure di tutela dell’ambiente su scala regionale.
Si tratta di una “procedura di ascolto”, ha affermato il coordinatore operativo del P.E.A.R., che prevede 5 appuntamenti di appprofondimento nelle province pugliesi per trattare i temi fondamentali del’inquinamento nel contesto specifico di ogni provincia pugliese.
Prima di questo incontro, e quindi della consegna entro maggio della bozza definitiva del P.E.A.R., è stato fatto un lavoro di ricerca per presentare il bilancio energetico regionale, disponibile ora sul sito della regione Puglia. In questo processo di partecipazione alla discussione sono state coinvolte, secondo quanto affermato dal coordinatore, 1800 organizzazioni, di cui il 60% private e il 40% pubbliche.
L’assessore Losappio ha evidenziato l’importanza di di questi incontri di settore mirati a creare una piattaforma di governo necessaria ai sindacati, all’impresa e alle istituzioni per un utilizzo sereno degli strumenti da adottare contro il problema ambientale.
In primo piano, com’è stato ricordato da Rodolfo Masinelli (Ambientitalia), è la questione dei cambiamenti climatici che provoca ricadute locali del sistema energetico. Per far fronte a questo noto problema sarà indispensabile ridurre l’emissione di sostanze alteranti ma, precisa Masinelli, nel piano non si parla di numeri precisi, per far sì che ogni regione persegua l’obiettivo ambientale in base alla propria percentuale di consumi e di strumenti a disposizione.
Per realizzare un risparmio energetico si deve trovare un meccanismo per invertire, o quanto meno attutire negli anni, l’attuale trend di continuo aumento di consumi diffondendo alcuni strumenti che per ora restano casi isolati, come i pannelli solari e motovoltaici.
Antonio Corvino (Confindustria) ricorda che questo tipo di interventi deve essere fatto non perdendo di vista il contesto socio-economico del territorio interessato badando a non interferire negativamente sulla capacità produttiva e occupazionale. Per valorizzare i sistemi energetici all’avanguardia all’interno del sistema economico e produttivo è già stata creata ad esempio la figura dell’ “energy manager”.
Simone Togni, dell’A.N.E.V. (Associazione Nazionale dell’Energia e del Vento) afferma che è possibile diffondere gli impianti eolici solo dove la fonte eolica è sufficiente a realizzare l’investimento, bisogna dunque minimizzare la distanza dalla rete di connessione armonizzando l’impatto visivo e paesaggistico.
Ribadendo lo scopo di un utilizzo misurato dell’energia rinnovabile e alternativa, in linea con il protocollo di Kyoto, l’assessore all’ambiente del comune di Foggia Italo Pontone presenta il problema della centrale termoelettrica che vogliono far nascere vicino alla città stessa vicinissimo al parco dell’Incoronata.
Si scenderà più nel dettaglio dei problemi ambientali provinciali nei successivi appuntamenti previsti nel mese di aprile.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito