No al Lager del San Paolo

Danilo Calabrese

Vendola, Capano, Laforgia fra i partecipanti

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Ore 18.30. Parte la fiaccolata per la chiusura del centro di permanenza temporanea di Bari San Paolo. Un centinaio di persone, che si sono date appuntamento in piazza Aldo Moro, hanno attraversato interamente via Argiro, tagliando il centro murattiano e fermando il traffico. “Mi scusi – mi chiede una commerciante incuriosita -, per quale motivo avete organizzato questa fiaccolata?”.

Obiettivo raggiunto. Il corteo cittadino avrebbe dovuto attirare l’attenzione dei baresi e così è stato. Certamente non di tutti. Ma un piccolo passo avanti è stato fatto, considerando che una buona parte della cittadinanza non sa che un Cpt è stato aperto proprio nella nostra città.

Alla manifestazione, promossa dall’Arci e sostenuta da tutte le parti sociali contrarie al Cpt, hanno partecipato molte autorità in rappresentanza delle istituzioni locali. Ma il dato più importante, a nostro avviso, è la spontanea adesione della gente comune, di una fetta della popolazione profondamente avversa al concetto di “accoglienza”, così come è stato concepito in questi ultimi anni. Nessun sovversivo, dunque, per il dispiacere di molti politici, in testa a tutti Raffaele Fitto. Solo uomini e donne con una coscienza e una sensibilità evidentemente differente.

“Il migrante non rappresenta un problema – ha affermato il Presidente della giunta pugliese, Nichi Vendola – ma una risorsa. La Puglia, che si affaccia all’oriente, è terra ospitale. Sappiamo bene noi quale è il significato del termine accoglienza”. Vendola, che è stato promotore del forum Mare Aperto, indetto nel luglio scorso per raccogliere idee sulla questione immigrazione e chiudere i Cpt, è tornato sull’argomento dopo mesi di silenzio. “Credo che la Puglia – ha aggiunto – abbia il merito di aver portato il tema della chiusura di questi luoghi detentivi all’attenzione nazionale. Mare Aperto è stato un momento importante di discussione e riflessione che ha coinvolto ben quattordici regioni italiane”. Quasi tre quarti del territorio nazionale. “Sapete – ha concluso – su 5 euro di spesa per l’immigrazione quanto realmente viene impiegato per un criterio di vera accoglienza e inclusione dell’immigrato? Solo 1 euro. Gli altri 4 vengono utilizzati per metodi strettamente connessi ad una logica reclusiva”.

Il corteo dopo circa mezz’ora di cammino è arrivato in piazza Prefettura e ha sostato lì per un po’ di tempo. L’immancabile striscione “Nessuna Misericordia per i Cpt” è stato esposto in bell’evidenza con la speranza che qualche ritardatario potesse afferrare il messaggio.  

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