Cpt Bari: le risposte alle accuse di Fitto
Nicola Fratoianni: “Per parte nostra continueremo a opporci e a manifestare in maniera pacifica e non violenta per la dignità delle persone e contro il razzismo di questa destra”.
Non tardano a seguire risposte alla critica sollevata dal coordinatore regionale di Forza Italia, Raffaele Fitto, sulle azioni di protesta contro l’apertura del Cpt di Bari San Paolo. Alle dichiarazioni dell’ex presidente di giunta pugliese, pubblicate anche dal nostro giornale in data 10 marzo, sugli “estremismi e comportamenti che fomentano l’odio e lo scontro” ha risposto l’on. Alba Sasso, una dei tre parlamentari entrata all’interno del centro la scorsa settimana.
“Il sindaco Emiliano aveva chiesto una moratoria, un atto di saggezza, e loro non hnno sentito ragioni, andando avanti con questo comportamento. La responsabilità di questa tensione non è nostra, ma di chi ha voluto a tutti i costi percorrere questa strada”. E ancora. “I Cpt sono una struttura detentiva nella quale vengono rinchiuse persone che non hanno commesso alcun reato. La contrarietà nei confronti di tali centri è stata ampiamente dichiarata da ben quattordici regioni riunite nel forum Mare aperto qui a Bari dal presidente Vendola lo scorso 11 luglio”.
Alba Sasso è stata anche il primo parlamentare a chiedere di prendere visone della convenzione, inerente alla gestione annuale del centro di permanenza temporanea, tra Ministero degli interni e Misericordie. “La mia richiesta ha ricevuto un netto rifiuto da parte del prefetto Blonda”. Comunque, l’accusa di Fitto circa l’incoraggiamento di alcuni parlamentari alle “occupazioni e proteste” non sembra sfiorarla in alcun modo. “Il movimento contro i Cpt vive di vita autonoma. Come parlamentare è mio dovere svolgere funzioni di controllo e di verifica in queste strutture, così come da me è stato fatto nelle carceri. Forse Fitto questo non lo sa”.
Anche Nicola Fratoianni, segretario regionale di Rifondazione comunista, appare molto contrariato dalle affermazioni di Fitto. “L’unica violenza, espressione tipica della destra, è quella che ha permesso di aprire il Cpt di Bari al di fuori di ogni legalità”. Il riferimento alla poca trasparenza sull’amministrazione di tutta la vicenda è esplicito. “Per parte nostra continueremo a opporci e a manifestare in maniera pacifica e non violenta per la dignità delle persone e contro il razzismo di questa destra”.
Il messaggio agli avversari politici è ancora più esplicito. “Fitto ha già perso le elezioni regionali facendo politica attraverso sciocchezze di questo tipo. Sarebbe ora che prendesse atto di quella sconfitta e la smettesse. Per quanto riguarda Pisanu, dovrebbe dare le dimissioni, visto che non agisce più da ministro ma da candidato di Forza Italia”.
Gli stessi membri del movimento contro i Cpt, accusati di estremismo, non ci stanno. “Se per estremisti – afferma Matteo Magnisi, uno dei membri della Rete no Cpt di Bari – si intende un insieme di partiti, associazioni, sindacati e movimenti civili, allora abbiamo visioni molto diverse delle cose”. Insomma, una buona fetta della società “che non avrebbe mai voluto utilizzare argomenti come la valenza dei diritti umani in campagna elettorale, ma che è stata costretta a farlo a causa di questa assurda presa di posizione”.
La Rete chiede fermamente una vera svolta culturale sulle politiche dell’immigrazione, proprio a partire da questa regione. “Negli ultimi dieci anni di governo regionale – conclude Magnisi – non è mai stata presa una decisione politica sull’accoglienza. Nè un atto, nè una delibera. E’ ora di cambiare”.
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