Bari: il CPT della discordia

La città non lo vuole, ma il Ministro Pisanu insiste
Il Cpt di Bari San Paolo è ormai in procinto di aprire. Il contratto annuale per la gestione del Centro di permanenza temporanea, stipulato con le Misericordie dopo la rinuncia della Croce Rossa, ha infatti inizio il 6 marzo. Durante la mattinata c’è stato un gran via vai degli operatori dell’associazione che hanno effettuato ufficialmente il loro primo ingresso nel centro proprio sotto gli occhi degli attivisti del Presidio no Cpt, in protesta davanti ai cancelli dal primo dicembre scorso.
E’ più che probabile, quindi, che tra due o tre giorni il Centro di permanenza temporanea possa “ospitare” i primi immigrati. Si tratta di poche persone per adesso (si parla di una decina scarsa), ma il governo preme affinché il centro sia funzionale prima delle elezioni del 9 aprile. Un’operazione che assomiglia molto ad un atto di sfida nei confronti delle istituzioni locali, da sempre contrarie al funzionamento del Cpt, e che porterà non pochi grattacapi ad un eventuale governo dell’Unione, molto diviso al suo interno sull’argomento.
Il Comune di Bari intanto continua ad utilizzare i mezzi a propria disposizione per prorogare quanto più possibile l’apertura. Ha inviato alla Ausl una richiesta formale di controllo igienico-sanitaria dell’impianto, dopo la visita nella scorsa settimana di una delegazione composta da tre parlamentari (Russo Spena, Nardini e Sasso) e da due attivisti della Rete no Cpt di Bari, che hanno potuto constatare di persona le aberranti condizioni in cui vivranno i reclusi.
Tavoli e sedie sono inchiodate al pavimento, comodini e armadi sono fatti di cemento, l’impianto di illuminazione può essere attivato solo dai gestori e, infine, tutta la struttura è stata suddivisa in sette micro-aree non comunicanti tra loro. Per di più, metà degli spazi interni, consegnati pochi mesi fa dall’impresa Matarrese, sono risultati inagibili a causa delle infiltrazioni di acqua piovana dei giorni scorsi, che ha provocato dei veri e propri allagamenti.
“Il Comune di Bari – afferma l’assessore alla Pace e all’accoglienza, Pasquale Martino – ha chiesto una moratoria al governo. La richiesta di un controllo igienico-sanitaria è doverosa. Bisogna valutare la reale agibilità di una struttura ad impianto carcerario come questa, soprattutto dopo le testimonianze fornite dalla delegazione parlamentare”. La giunta comunale continuerà, dunque, nella sua ferma opposizione alle decisioni del governo Berlusconi. “E’ una provocazione vera e propria – continua Martino – senza alcuna emergenza reale. Il Cpt diventerà operativo per pochissimi immigrati e voler aprirlo a tutti i costi è assolutamente insensato”.
Anche gli attivisti della Rete no Cpt promettono di non arrendersi a questa presa di posizione del ministro Pisanu. “La battaglia per i diritti umani dei migranti – dichiarano – deve proseguire senza sosta”.
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