Apulia Film Commission: pronto lo statuto

La Redazione
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Presentato questa mattina in conferenza stampa il testo dello Statuto della Fondazione “Apulia Film Commission”.

Il documento è stato redatto con il concorso dei rappresentanti dei Comuni capoluogo e delle province pugliesi e dopo  un’ampia consultazione che ha interessato Sindacati, Enti Locali ed operatori del settore.

“Come governo regionale  – ha spiegato il Presidente Vendola – attribuiamo grande importanza all’apertura del cantiere che ci porterà, il più brevemente possibile, a trasformare l’Apulia Film Commission da bisogno a realtà. Io ho cercato in questi mesi di dare dei segni che fossero iscritti sull’attenzione che noi poniamo al mondo del cinema. Ho partecipato alla presentazione del film di Teresa De Sio “Crai” al Festival del Cinema di Venezia, sono stato presente all’anteprima di due film che spiegano benissimo quali siano le potenzialità della Puglia, anche come naturale location, mi riferisco a “La seconda notte di nozze” di Pupi Avati e “La terra” di Sergio Rubini”.

“Tutti quanti – ha proseguito Vendola – abbiamo chiaro in testa che cosa può significare il cinema sia dal punto di vista della promozione del territorio, sia dal punto di vista della promozione dei talenti legati a quest’arte. Sono talenti pugliesi che rischiano di non avere grandi rapporti con la Puglia che non siano evocativi o di narrazione cinematografica. Per queste ragioni per noi è molto importante  fare di questa vicenda un impegno corale: noi non riusciremo a raggiungere questo obiettivo se non con una modalità partecipativa e con una corresponsabilizzazione di tipo istituzionale”.

“Naturalmente – ha continuato il Presidente della Regione – occorre una medesima sensibilità con il mondo economico e imprenditoriale, che deve intendere quali chance ci siano nell’avviare  un percorso che faccia sistema sui temi del cinema”.

“Questa nostra avventura – ha concluso Vendola – benché tardiva rispetto ad altre e benché nasca sotto i cattivi auspici di un rigorismo finanziario che considera la spesa culturale come una spesa parassitaria, e la taglia con una ferocia davvero indegna per un paese civile, può rappresentare per noi pugliesi la possibilità di creare una Film Commission speciale, perché collocata a cavallo tra la dimensione del Mediterraneo e l’effervescenza balcanica. E se noi costruiamo quest’avventura anche come un vettore delle nostre politiche d’internazionalizzazione e di interscambio, credo che possiamo offrire a noi stessi degli sviluppi interessanti. Ci dobbiamo provare. Se riusciremo a fare, con grande sobrietà, un passo dopo l’altro, avendo questo colloquio permanente con i soggetti protagonisti della cultura, penso che riusciremo ad imboccare la strada giusta”.

“Nel 2006 – ha spiegato l’assessore Godelli – abbiamo previsto in bilancio una quota di costituzione di 500mila euro, e verificheremo se mantenerla in toto o spalmarla a cavallo di due esercizi, perché siamo in via di subire un ridimensionamento del 40 per cento. Cercheremo di salvare la quota  e potremmo pensare a un marchingegno per ripristinarla a inizio 2007’’. “Questo testo – ha proseguito l’assessore alla cultura – è stato elaborato con il concorso diretto dei rappresentanti delle amministrazioni provinciali e dei Comuni capoluogo della Puglia, con esclusione per ora della futura sesta provincia, perché abbiamo optato per una formula di fondazione di tipo partecipativo da costruire assieme ai principali enti locali pugliesi nella qualità di soci fondatori. La fondazione è aperta all’ingresso di tutti gli enti locali pugliesi interessati e di tutti i soggetti economici culturali, dalle Camere di Commercio alle fondazioni bancarie, dalle istituzioni culturali a quelle di ricerca”.
Le finalità della Film Commission vanno dalle facilitazioni di tipo autorizzativo a location sul territorio. Non solo la F.C. ha anche finalità di carattere culturale e promozionale per valorizzare i soggetti  produttivi pugliesi, le strutture e gli apporti artistici dei soggetti presenti.
Tra le altre finalità è prevista l’attivazione di uno strumento per la formazione
di eccellenza, una sorta di punto di identità  per il suo carattere propulsivo. Un altro elemento è la previsione di un rapporto con altre istituzioni con analoghe finalità sul territorio extraregionale, ma anche di accordi con soggetti nell’area del Mediterraneo e dei Balcani.
”E’ un’idea innovativa – ha concluso la Godelli – che può dare slancio alla Fondazione, se pensiamo che costruire coproduzioni con altri Paesi con cui ci siano scambi culturali o patti bilaterali o interventi di cooperazione sostenuti dalla Regione, ci permetterebbe di aprirci a un area di mercato balcanica e di lingua araba. Un’opzione che ci potrebbe dare prospettive di rilievo”.

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