Bari urbanistica spiegata ai ragazzini

Fortunata Dell'Orzo

Ludovico Abbaticchio al centro di un question time molto animato, competente e, soprattutto, civilissimo

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Ludovico Abbaticchio è l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Bari. Un medico, molto bravo ed amato dai suoi pazienti, prestato all’Amministrazione. Sta svolgendo il suo ruolo con grande impegno ed ha appena consegnato, insieme al sindaco Emiliano, il cantiere di Punta Perotti all’angelo vendicatore della demolizione, un’azienda novarese che fra 33 giorni inizierà il tecnologico domino che butterà giù i brutti scheletri matarresiani e andideriani.

L’assessore ha incontrato cinque scolaresche della media Carducci, ragazzini agguerriti ed informati più di tanti adulti, merito in gran parte secondo noi delle bravissime insegnanti, che lo hanno letteralmente bombardato di domande, tutte attuali e tutte sui gangli importanti di Bari: da Punta Perotti al Petruzzelli, da Torre Quetta al Margherita, passando da Lama Balice, le buche per le strade, l’anticorodal di Bari vecchia e l’Albergo delle Nazioni.

Muniti di macchine digitali e videofonini, questi reporter della scuola primaria davano punti e speranze alla categoria dei giornalisti, sempre così bistrattata. Un gruppo di ragazzi vivaci ma educati che hanno preso possesso dell’aula consiliare del comune (sempre una cosa bellissima) e si sono sentiti cittadini, nel senso profondo e nobile del termine. I cittadini, infatti, sono quegli uomini e quelle donne liberi e consapevoli che partecipano della cosa pubblica ed esercitano il diritto democratico di controllo e verifica su quanto gli amministratori fanno.

Abbaticchio ha avuto una risposta per tutti e a tutti ha dato un’idea di trasparenza e prossimità che, forse, permetterà a questi ragazzi di avere un rapporto migliore con le istituzioni, di non cadere nel cinismo e nel qualunquismo che affligge tanti di noi, di essere città insieme agli altri e di considerarla casa propria a tutti gli effetti.

Ci piacerebbe che questi incontri diventassero una costante ed istruttiva abitudine, anche con altri assessorati e, in genere, con la Casa di Vetro dell’Amministrazione Comunale.

Il tutto sotto lo sguardo lungimirante di Enrico Dalfino, cui è intitolata l’Aula Consiliare, un grande sindaco, un uomo probo ed integerrimo, il cui busto in bronzo ricorda a tutti la straordinaria stagione in cui Bari, con il suo Statuto, fu la prima città italiana a definirsi “comunità aperta“: due parole che oggi suonano profetica indicazione per combattere ogni conflitto, ogni esclusione, ogni razzismo.

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