Bari, il barbone e il numero 4: ai lettori rispondo
Ricordate il nostro pezzo sul barbone del numero 4?
Abbiamo ricevuto molte mail sull’argomento, di cui pubblichiamo due parti:
“Visto che comunque quello che scrivi va in uno spazio al quale può accedere chiunque (baresi e non), perchè sottolineare un aspetto che in una città metropolitana può purtroppo accadere, senza puntare però il dito su un problema sociale che va al di fuori della città di Bari, [sempre che di problema sociale si parli, infatti il barbone poteva andare ai bagni pubblici che sono in p.zza ferrarese, o al mc donalds!]…[perchè non sottolineare questi aspetti!?]
La colpa è della città di Bari??? Della società??? O del menefreghismo di certa gente che vivendo liberamente per strada crede che tutto gli sia consentito??”
Natale da Milano
“ma che significa? ma dove vivete? basta un episodio del genere per definire una città un cesso? sprecate bit e byte per scrivere una buffonata del genere? ma fate un’inchiesta giornalistica sui senzatetto di Bari, su come e dove vivono, su cosa e quanto sta facendo il comune e tante associazioni per loro.”
Paolo da Bari
Un barbone che blocca una corsa del pullman cittadino può anche essere un fatto in sè per sè, che può suscitare sdegno o ilarità, ma è un indice delle tante cose che non vanno a Bari.
Non è assolutamente divertente dare un’immagine simile della città dove vivo ma se questo avviene significa forse che per i senza tetto non viene fatto abbbastanza, nonostante l’impegno delle associazioni di volontari e di Susy Mazzei, assessore alle politiche sociali del Comune di Bari, nel ricercare un posto alternativo al ferrhotel per dare ospitalità ai senza tetto o dell’Assessore alla città metropolitana Antonella Rinella, che ha fatto istituire Via Città di Bari per dare ai senza fissa dimora un indirizzo al quale iscriversi per essere certi di poter ricevere l’assistenza sanitaria o la possibilità di votare.
C’è una distanza tra città reale e città ideale che diventa giorno dopo giorno un abisso: in realtà sei consapevole che troppe cose non vanno ma te ne accorgi all’improvviso, quando ti capita di saltare una corsa del bus non per uno dei soliti motivi (traffico, auto in doppia fila, avaria del mezzo), che sono legati ad una mancata pianificazione del trasporto pubblico della città e al “menefreghismo” di cui parla Natale nella sua lettera quando, per esempio parcheggiamo il Cayenne fuori dalle striscie bianche.
Individuare colpevoli non è il mio compito, cercare di capire perchè questo avviene e cosa si può fare per cambiare qualcosa in meglio credo invece che sia possibile anche facendo presente quello che accade in città, senza censura e senza paura.
E adesso attendo risposte nel forum.
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