Amtab Bari: quel fantasma della Customer Satisfaction
Da un paio di giorni all’opera le intervistatrici della ditta torinese Eqc
Questa settimana è partita l’operazione di Customer Satisfaction dell’Amtab spa: l’azienda a marzo prossimo sarà sottoposta all’analisi del Det Norske Veritas (DNV), organismo riconosciuto internazionalmente per la valutazione dei Sistemi Qualità.
La Eqc, oscura azienda di Ivrea, ha vinto una gara d’appalto al ribasso per redigere le domande di concerto con l’Azienda municipalizzata e per mettere in atto l’indagine.
I dati raccolti dall’azienda piemontese tramite intervistatrici reclutate sul territorio e sparpagliate, almeno così ci dicono, su tutte le linee dell’Amtab, chiederanno a un campione di utenti di rispondere ad una serie di domande, le cui risposte integreranno anche la carta dei servizi dell’Amtab: l’intento è testare il grado di percezione che l’utente ha del servizio offerto.
Verrà seguito un criterio di percentuali nella somministrazione delle domande per fasce d’età, allo scopo di non falsare il risultato. Una volta recepiti, i dati verranno inviati ad Ivrea e analizzati.
I risultati arriveranno entro metà febbraio, almeno così ci ha assicurato il Direttore Generale dell’Amtab, l’Ingegner Francesco Lucibello.
L’unica certezza è che il risultato appare purtroppo scontato: chi ha la malaugurata necessità di utilizzare il mezzo pubblico a Bari sa bene che sa quando parte ma non sa quando e come potrà arrivare.
Infiniti e apparentemente irrisolvibili i problemi vissuti dagli utenti, sospesi tra corse soppresse e pullman stracolmi, corsie preferenziali inesistenti e doppia fila selvaggia che blocca le percorrenze in centro come in periferia.
Dal numero 27, autobus della ricca Poggiofranco che in alcuni giorni dispone solo di tre vetture per coprire un tragitto lunghissimo, da Via Camillo Rosalba alle Piscine Comunali; al numero 2, che con attese di 45 minuti in media collega Japigia sino alla Fiera, si leverà inevitabilmente il coro di mugugni di chi è costretto a fare i conti con un servizio che non c’è, e con responsabilità sfuggenti ed omissive, per cui spesso pagano solo gli ultimi anelli di questa traballante catena: gli autisti.
Il cronico e vituperato taglio dei fondi da parte del governo centrale non può giustificare il disservizio, la mancanza di informazioni, la sostanziale mancanza di rispetto nei confronti di un utenza inviperita e disillusa.
I 13000 euro affidati, dopo una gara al ribasso a questa oscura ditta di Ivrea, forse potevano essere più utilmente impiegati per una campagna di educazione all’uso del mezzo pubblico nelle nostre scuole di ogni ordine e grado.
Resta da sapere quando nella nostra città avremo un trasporto pubblico integrato e modulare, un piano traffico serio, uno studio affidabile sui tempi della città, un coinvolgimento diretto e democratico delle circoscrizioni e associazioni presenti sul territorio.
Fino a quel giorno, indagini come questa o altre similari, sembreranno un pietoso marchingegno per non vedere i problemi nella loro luce autentica: un po’ come lo specchio a cui Grimilde, la matrigna di Biancaneve, si faceva dire che era la più bella del reame.
Non sappiamo cosa stia rispondendo, oggi, questo specchio all’Assessore Decaro, responsabile della mobilità, e all’Assessore Capano, responsabile delle Aziende Municipalizzate.
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