Cpt: lavori in corso di protesta

Danilo Calabrese
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Dalla mancanza di una vera protesta alla costruzione di una postazione.

E’ accaduto davanti al centro di permanenza temporanea di Bari San Paolo sabato 3 dicembre.

La notizia di due giorni fa sull’assenza di un presidio contro l’apertura del neo-Cpt deve aver scosso la situazione. Ora l’ostilità nei confronti della detenzione per gli immigrati è ben più consistente. Tutto grazie all’idea di costruire una sorta di punto d’appoggio per permettere ai manifestanti di avere un luogo di discussione aperto a tutti ed allo stesso tempo per esprimere concretamente la volontà di esserci e in pianta stabile.

Autore della proposta della realizzazione di una base-baracca davanti al centro è Matteo Magnisi, membro della Rete no Cpt, che ha pensato bene di chiedere aiuto a chi di “costruzioni fisse e veloci” se ne intende.

A partire dalle 13.00 di sabato tre uomini Rom nel giro di poche ore hanno tirato su mezza struttura, dopo aver contrattato con gli agenti della Digos la posizione esatta su cui “edificare”. Daniel e i due Giorgio (questi i nomi dei tre lavoratori) hanno utilizzato tavole di compensato, ante di porte-finestre e pali di legno. Il tetto è da completare. E il lavoro sarebbe terminato oggi, se non fosse intervenuto il questore, contrario all’ostruzione di una parte della carreggiata che porta al Cpt. Quindi, la baracca verrà sicuramente spostata all’inizio della strada d’ingresso, a ridosso della curva.

Intanto, ieri i presenti sono cresciuti rispetto al giorno precedente. Erano circa in quaranta e, per ingannare il tempo e il freddo pungente, hanno un acceso un piccolo falò e giocato a scacchi per tutto il pomeriggio.

Verso le ore 21.30 si è tenuta una riunione per stabilire le prossime mosse. Secondo i membri della Rete no Cpt, bisognerebbe intraprendere iniziative culturali di ogni tipo, come concerti e discussioni pubbliche per rendere partecipi il maggior numero di persone del significato di queste strutture. Sarebbe, inoltre, opportuno spostare a Bari, ed in particolar modo lì dove è sorto il presidio, il coordinamento nazionale della lotta contro i Cpt, attraverso dibattiti ed incontri, anche con le associazioni che hanno intenzione di gestire i centri, come le Misericordie.

Infine, è stata convocata per questa sera una riunione per discutere con tutti quelli che hanno sostenuto l’idea di costituire un presidio e soprattutto per comprendere le modalità concrete del loro coinvolgimento, fino ad ora solo verbale. 

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