Cpt: occupato il centro del “Misericordie”

San Nicola è tornato.
Dopo essere andato a far visita alla Croce Rossa di Bari lo scorso 21 ottobre per convincerli a non gestire il Centro di permanenza temporanea barese, si è recato alla sede delle Misericordie, futuro gestore del Cpt di Bari San Paolo.
E’ accaduto ieri verso mezzogiorno, quando circa trenta membri della Rete no Cpt di Bari, compreso San Nicola, il santo patrono “extracomunitario” in catene, hanno occupato pacificamente la postazione del movimento religioso di via Bissolati per chiedere al presidente regionale, Gianfranco Gilardi, di non occuparsi delle “carceri speciali per migranti”.
E lo hanno fatto ancora una volta attraverso la voce dell’immigrato per eccellenza, tanto amato dai cittadini del capoluogo pugliese.
Appena entrati, hanno esibito uno striscione dal gioco di parole poco equivoco: “Nessuna Misericordia per i Cpt“. Dopo l’atteso arrivo del presidente Gilardi, è cominciato il confronto.
Prima c’è stata la lettura del comunicato della Rete no Cpt, nel quale è San Nicola a domandare alle Misericordie “come potete voi che vi dite un’associazione umanitaria, che v’ispirate al Cristo e al samaritano, prendere soldi per la mia incarcerazione e dire oggi che volete il mio bene, mentre legittimate la mia reclusione e tacete sulle violenze?”.
E ancora : “La questione non è chi nè come gestisce i Cpt, ma la loro stessa esistenza. Non vi accorgete, forse, che i Cpt sono luoghi ambigui: dove l’accoglienza si trasforma in reclusione e la reclusione in business? Ma voi sapete. Per quanto ancora farete finta di nulla?”.
Il lungo colloquio non ha, però, prodotto i risultati sperati dai ragazzi del movimento, perché, pur comprendendo le ragioni della Rete, Gilardi non ha rilevato alcuna contraddizione tra la ragion d’essere delle Misericordie e la gestione del centro.
L’unico impegno preso è stato quello di “garantire umanità di trattamento e attività educative supplementari” per gli immigrati. Si è detto, inoltre, disponibile ad aprire il Cpt alle idee e alle iniziative di altre associazioni. Infine, nel salutare i manifestanti ha riferito che “fino a questo momento la prefettura di Bari non ci ha dato nessuna comunicazione ufficiale sull’apertura del centro nella giornata di domani.
Quindi ritengo probabile uno slittamento”. Magra consolazione per chi sperava di poter aprire una discussione interna all’istituzione cattolica, come è avvenuto dopo “l’irruzione” nella sede della Croce Rossa, che, arrivata prima nella gara d’appalto per la gestione del Cpt di Bari San Paolo, ha in seguito rinunciato.
L’associazione, quindi, è in attesa solo di un cenno del prefetto, Tommaso Blonda, per dare inizio ai lavori, nonostante la lettera, scritta ieri dallo stesso Michele Emiliano al coordinatore nazionale delle Misericordie, Andrea Frosini, attraverso la quale il Sindaco di Bari chiedeva di “riconsiderare la scelta di gestire il Cpt di Bari, seguendo l’esempio della Croce Rossa”. Intanto ieri pomeriggio alle 17.00 si è tenuta una riunione al patronato della Cgil per fissare alcuni punti sull’organizzazione del presidio permanente che da domani sarà in pianta stabile davanti al Cpt.
Alla discussione hanno partecipato la Rete no Cpt, Cgil, associazioni e movimenti e Rifondazione Comunista, unico partito presente dell’Unione, coalizione sempre più distaccata dalla spinosa questione della detenzione degli immigrati.
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