Cava di Maso: ad un mese dall’alluvione resta il fango e il malcontento

Antonella Ardito
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Ennesima infuocata assemblea nell’Auditorium della Chiesa di Santa Rita dell’omonimo quartiere colpito un mese fà dalla corrente di acqua e fango scesa giù dalla Murgia barese.

Sono intervenuti l’Architetto Walsh, costruttore dei palazzi in Via Rocco di Cillo e il geologo Cotecchia, incaricato dal Comune a svolgere i sopralluoghi nell’area della Cava, insieme all’Ingegner Nitti della Ripartizione comunale: hanno assicurato che pericoli per le case non ce ne sono.

Ma la  sicurezza degli stabili prospicienti la Cava, dove continua lentamente il reflusso, è stato,  insieme alla viabilità uno dei temi caldi della serata: strade bloccate o a percorrenza ridotta come Via dello Scoglio (che sta franando giù inesorabilmente perchè costruita su materiali di risulta) tagliano fuori gli abitanti del quartiere, privo di grandi servizi, dal resto della città.

Gli autobus della linea 11 e 11/ non permettono collegamenti regolari e la gente si lamenta, prendendosela con il Presidente della IV Circoscrizione Rocco De Adessis, che ha cercato di spiegare le opere fatte dall’Amministrazione Comunale in ambito di pulizia e di assegnazione di strutture come l’Ex-Onpi ai proprietari di quelle case travolte dal fango.

De Adessis  ha comunicato all’assemblea il passaggio di competenze sull’emergenza alluvione, adesso che il Prefetto Blonda è stato nominato Commissario per la stessa e che bisognerà fare riferimento a lui per la gestione dei fondi attribuiti all’intera area coinvolta.

A mediare tra i cittadini stanchi della situazione e l’Amministrazione (il Sindaco Emiliano era in giunta e non è intervenuto all’assemblea) il consigliere indipendente Donato Cippone, che alla fine ha raccolto attorno ad un tavolo parte dei presenti per presentare le richieste dei cittadini al Consiglio Comunale di lunedì.

Nei primi giorni di dicembre forse un novo incontro tra cittadini e istituzioni, da tenere nel Palazzetto di Santa Rita.

Ma intanto cresce tra gli abitanti del quartiere la convinzione di essere cittadini di serie B.

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