La Settimana del Marocco: a Bari nel segno della scoperta dell’alterità

Antonella Ardito
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Parte domenica a Bari e in tutta Italia la Settimana del Marocco, sette giorni per scoprire un paese lontano e vicino, con l’intento di andare oltre l’immaginario comune che vuole questo paese terra di emigrazione e di vacanza idilliaca insieme.

Questo il concetto espresso ieri in conferenza stampa dal Presidente della Regione Niki Vendola: l’Assessorato alla Pace e al Mediterraneo presieduto da Silvia Godelli e tra gli enti promotori, di comune accordo con il Comune di Bari, l’Unione delle Provincie Pugliesi, l’Università di Bari, l’Istituto Agronomico di Valenzano, l’Archivio dell’Immigrazione e la Comunità marocchina, che fa riferimento al Centro Interculturale Abusuan.

Un’iniziativa , quella della Settimana del Marocco, che cade alla fine del Ramadam, il mese sacro per i musulmani e che secondo il Presidente Vendola sicuramente darà un contributo importante per produrre una conoscenza fondata sulla complessità della società marocchina.

Vendola ha infatti detto: Molto spesso si associa il termine Marocco alle vacanze nei club esclusivi finanziati dagli occidentali mentre la parola marocchino da noi identifica un basso profilo culturale: questi pochi giorni sicuramente apriranno una finestra su questa cultura così ricca che porteranno ad una piccola ma preziosa scoperta dell’alterità che è l’unica via per disegnare una convivenza possibile.

Se pensiamo a quel che sta accadendo in Francia, nella banlieu parigina, dove gli immigrati (e tantissimi nella periferia della Ville Lumière hanno origini maghrebine) vengono bollati come racaille (plebaglia) e vivono in una condizione ghettizzata, si capisce quanto sia importante instaurare un dialogo con le culture altre da noi, ma per farlo servono occasioni per conoscersi.

Certo la situazione della nostra città è lontana anni luce da Parigi e dalla Francia, che convive da decenni con la mancanza di integrazione all’interno della società e che fa fronte ad una situazione anche numericamente complessa, ma è anche per evitare uno scontro futuro che occassioni come la Settimana del Marocco vanno valorizzate.

In questa settimana si alterneranno a Bari mostre, visioni di film, appuntamenti con scrittori e musicisti (nell’agenda di BariLive le iniziative in dettaglio) per dare voce a questo paese.

Intanto ieri il Mediterraneo si è già unito nel cibo, dopo il lungo digiuno del Ramadam dolci del Maghreb e un thè caldo per dimostrare che basta poco per apprezzare le altre culture che si affacciano sul Mare Nostrum.

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