Emiliano alla Cava di Maso

Antonella Ardito
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Ad una settimana dall’alluvione che, scendendo dalla Murgia barese ha investito il Quartiere Santa Rita di Bari, la Cava di Maso è ancora piena per una buona metà di melma immobile: l’acqua è scesa di diciotto metri circa e iniziano a vedersi le prime teste dei lampioni ma anche il prefabbricato grigio che ospitava il piccolo ristoro, segno che lentamente il deflusso continua.

Questo spettacolo quasi infernale si presentava ieri pomeriggio agli occhi del Sindaco Emiliano, dell’Assessore al traffico De Caro e del Professor Cotecchia, Ingegnere e Geologo, che però erano in Via dello Scoglio, strada di congiunzione tra Carbonara 2 e le Cooperative, per un sopralluogo sulle condizioni della strada.

L’arteria è stata parcellizzata, cioè transennata per metà: ci sono due vigili a controllare il rispetto del senso unico segnalato da semafori mobili.
Questo perchè evidenti sono i segni di cedimento dell’asfalto e scendendo il tornante che porta giù alla cava queste crepe diventano ancor più evidenti.
Calano le luci della sera su Cava di Maso, il lago di melma diventa spettrale e tra queste sabbie mobili si riconoscono animali morti e tavolini gambe all’aria: lo spettacolo è davvero inquietante.

Con il Sindaco c’è anche l’Avvocato Gatto in rappresentanza dei residenti che chiedono a gran voce interventi di messa in sicurezza per evitare che ci siano conseguenze sulla stabilità degli edifici, visto che molte case si affacciano sulla Cava.

Il professor Cotecchia rassicura e afferma che non bisogna svuotare la cava perchè sarebbe uno stress insopportabile dal punto di vista geologico ma chiede che vengano fatti dei fori nella roccia per monitorare il comportamento dell’acqua.

Intervento urgente è l’installazione di piezometri sotto Via dell Scoglio: questi strumenti servono per misurare la compressibilità dei liquidi, quindi per verificare quanta acqua c’è sotto quei 25 metri di strada che sta cedendo.

La via che costeggia la Chiesa è infatti adagiata su materiali di risulta e non sulla roccia: quindi questi detriti stanno probabilmente assorbendo l’acqua della Cava.

Stamane Emiliano e De Caro convocheranno un tavolo tecnico con gli Ingegneri della Ripartizione a cui parteciperà il Professor Cotecchia per avviare rapidamente l’azione di monitoraggio.

I cancelli della cava si chiudono: qualche ragazzino ha scritto sullo striscione pubblicitario “Nuoto” accanto a “Scuola”, il sapore è di un’amara ironia, ma qualcun’altro con un gessetto rosa sull’asfalto grigio ha scritto Rivogliamo la nostra Cava.

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