All’Acquedotto Pugliese si volta pagina

“Abbiamo vissuto questi 100 giorni di Acquedotto pugliese all’insegna della trasparenza, della ricognizione dello stato delle criticità, e della ricostruzione dei colloqui interistituzionali fondamentali a poter spendere e investire per il bene dell’ acqua”.
È quanto ha affermato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ieri pomeriggio nella sede dell’Acquedotto Pugliese a Bari, assieme al presidente dell’ Acquedotto Pugliese, Riccardo Petrella, all’amministratore delegato dell’azienda, Renato Scognamiglio, e l’ assessore regionale al bilancio, Francesco Saponaro, ha descritto ciò che è stato fatto nei primi 100 giorni dall’insediamento dei nuovi vertici aziendali dell’Aqp.
Il mini-bilancio dei primi giorni è quindi positivo, considerando che la nuova dirigenza deve fare i conti con delicate questioni, come l’ingente perdita d’acqua, causata dalle strutture fatiscenti. “Dico che un’ azienda è sana – prosegue Vendola – se non perde il 53% di acqua come invece oggi accade in Acquedotto Pugliese, dico che un’ azienda è sana se dotata di un’ armatura progettuale e di ricerca sull’innovazione che oggi l’ Acquedotto Pugliese non ha”.
Scelte fondamentali da compiere “sono quelle che vanno nella direzione di poter dire, di qui a tre anni, abbiamo abbattuto del 10%, del 15% le perdite di acqua”.
Dello stesso avviso è il presidente dell’ Acquedotto Pugliese, Riccardo Petrella, che descrive una “situazione malaticcia”, anche se fiducioso “che in tempi assai ragionevoli l’Acquedotto possa riprendere vita”. Per il presidente dell’Aqp il rilancio è più che possibile, soprattutto se si ridà “fiducia al personale che non si sentiva più parte integrante di un progetto”.
E il primo segnale è arrivato subito in questo senso, avendo provveduto a rendere trasparenti le procedure per le assunzioni all’interno dell’ente dopo alcuni abusi, “visto che le assunzioni – continua Petrella – avvenivano attraverso il solo arbitrio di dirigenti o solo perchè figli di questo o quel politico”.
Durante l’incontro sono state rese note le prossime operazioni, considerate strategicamente molto rilevanti, da realizzare entro la fine dell’anno, come la reincorporazione di due delle tre partecipate, l’ Aqp Progettazioni e Aqp Servizi.
E ancora la questione della necessità di fare investimenti e progettazione, “a condizione – dice Vendola – che i progetti vengano vissuti dai territori” e che si faccia squadra tra i vari soggetti politici e istituzionali, “una pletora di attori talvolta disabituati completamente al colloquio istituzionale per poter affrontare il tema del governo integrato del ciclo dell’ acqua”.
E l’Acquedotto Pugliese che “volta pagina”, come dice Petrella, lo fa anche nel simbolo che lo rappresenta, un tronco di ulivo, sui cui rami vi è un insieme di archi di acquedotto sui quali poggiano abitati stilizzati, disegno nato da un altro che negli anni Trenta arredava il palazzo dell’ Aqp di Bari.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito