Un messaggio di Giustizia e di Solidarietà parte da Bari con la Carovana Antimafie

Ha preso il via la dodicesima edizione della Carovana Antimafie patrocinata da Libera, dall’Arci e da varie sigle sindacali e associazioni: ed è partita dal porto di Bari alle 23 di ieri alla volta di Durazzo, per portare nella regione balcanica la speranza di una vita migliore e la certezza che contro la mafia si può combattere.
L’iniziativa, come ha specificato Alfio Foti, iniziatore delle Carovane nel ’94, mira a sensibilizzare la cittadinanza alla lotta contro ogni tipo di ingiustizia sociale e portare avanti ogni tipo di pratica che diffonda la legalità e la democrazia.
Nella sala al primo piano della Presidenza del Consiglio Regionale, erano presenti nell’illustrare l’iniziativa che da quest’anno assume un carattere internazionale, portando il messaggio della solidarietà non solo in Albania e Montenegro ma anche in Serbia, Svizzera e Francia, Niki Vendola, il Sindaco Emiliano, l’Assessore regionale alla Cittadinanza Attiva Martinelli e l’Assessore provinciale alla Solidarietà Occhiofino e naturalmente il fondatore di Libera Don Luigi Ciotti, motore spirituale dell’iniziativa.
Il suo intervento è stato estremamente chiaro: negli ultimi 10 anni in Italia 2500 persone sono morte ammazzate dalla mafia, tutti dichiarano di combattere la mafia ma in realtà questo non accade. Don Ciotti da ragione al Sindaco Emiliano, che prima di lui nel corso della conferenza stampa ha denunciato la mancanza di risorse per le politiche sociali, ma il fondatore di Libera punta il dito contro gli amministratori che dicono e poi non fanno, che sfilano e fanno presenza ai funerali dei morti di mafia ma non sostengono quel fermento sociale che permetterebbe di sconfiggere il fenomeno.
Don Ciotti ha continuato sostenendo che la Puglia ha gli anticorpi per fronteggiare la criminalità mafiosa: senza dubbio la criminalità organizzata è un fenomeno da combattere e le forze dell’ordine stanno dando un grande apporto a questa lotta, ma i pugliesi non devono abbassare la guardia e lasciare che la mafia si insinui nelle attività economiche e politche: egli ha ribadito inoltre quanto il popolo pugliese sia capace di accogliere l’altro ed è anche per questo che la carovana parte dalla Puglia, terra d’arrivo che vuole essere terra di partenza, per portare in giro il messaggio della solidarietà.
Don Ciotti ha rilevato anche che deve cambiare l’approccio degli adulti al fenomeno mafioso: sono loro che devono educare i più giovani alla legalità. Il problema non sono i ragazzi, ma le condizioni in cui vivono.
Se manca la dignità di vivere e la libertà di scegliere i ragazzi si rivolgeranno alla mafia per “…avere come favore quello che lo Stato deve dare come diritto…”: ecco perchè bisogna sempre portare avanti iniziative di promozione sociale come lo è la Carovana Antimafie.
Partire alla volta dei Balcani è un segno forte per sconfiggere ogni tipo di mafia e di ingiustizia, che ormai travalicano i confini nazionali: ecco il senso di questa trasferta oltre adriatico, nel segno della Solidarietà e della Speranza ma anche, come ha detto don Ciotti, della Vergogna.
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