Processo “Iceberg”: 18 condanne e 20 assoluzioni
Gli imputati dovranno pagare 50.000 euro al Comune di Bari
Era il 7 ottobre 2000 quando i carabinieri del reparto operativo provinciale stroncarono la presunta associazione mafiosa fra più clan, operante nei quartieri San Paolo, Libertà, Japigia e Città vecchia con l’accusa di estorsione e spaccio. Il processo "Iceberg" (dal nome che fu dato all’operazione) si è concluso ieri con 18 condanne e 20 assoluzioni, decise dal Giudice dell’udienza preliminare Marco Guida.
Il Comune di Bari, costituitosi parte civile nel processo si è visto riconoscere un risarcimento danni pari a 50.000 € per il danno subito alla vivibilità e all’immagine della città. Ma si tratta soltanto di una provvisionale (cioè un’anticipazione del risarcimento): l’ammontare complessivo dei danni sarà quantificato in una causa civile separata. Il Comune ha reso noto che questi soldi saranno investiti in attività di prevenzione sociale e diffusione della cultura della legalità.
La pena più alta è stata inflitta a Nicola Piemonte, soprannominato "Ciaridd", e Lorenzo Valerio, detto "Pipan", condannati a 20 anni di reclusione e ritenuti gli esponenti di spicco dell’associazione criminale trasversale tra i clan di estrazione territoriale diversa. Sono stati inoltre ritenuti responsabili del duplice omicidio di Cosimo De Simone e Antonio Mari, compiuto il 20 novembre 2000.
Biagio Carbonara è stato condannato a 11 anni di reclusione perchè ritenuto responsabile del ferimento di Pietro Coppa (29 dicembre 2001) e soprattutto per spaccio di sostanze stupefacenti. E’ stato invece assolto dall’accusa del tentato omicidio di Vito Montani.
10 anni e 18 mesi sono stati inflitti a Massimo Ciliberti e Raffaele Costanzo, anche loro accusati per la partecipazione attiva alle attività di spaccio. Personaggio di rilievo dell’associazione era Nicola Telegrafo detto "Il Brigante", morto per cause naturali circa un anno fa in Calabria.
“Sono molto soddisfatto per il lavoro della Magistratura nel processo Iceberg – ha dichiarato il sindaco – e la sentenza di oggi dimostra come sia l’intera comunità a subire i danni della violenza del crimine organizzato. Intendiamo proseguire in questa direzione, costituendoci parte civile in ogni procedimento contro i clan malavitosi la cui presenza lede di fatto lo sviluppo sociale ed economico di tutta la città”.
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