Intervista a Rosalba Messeni Nemagna

E’bastato poco per risvegliare l’entusiasmo teatrale dei baresi. E’stato infatti sufficiente rendersi conto che il foyer del Petruzzelli fosse ritornato al suo vecchio splendore, per scatenare le passioni di musica lirica e di elegante prosa rintracciabili nel tessuto connettivo di ogni buon barese. Tuttavia è bastato anche poco per scatenare le solite polemiche politiche, che hanno frenato molta della gioia e della speranza che fin da ieri serpeggiava su un pò tutta la città. Durante l’inaugurazione abbiamo avvicinato Rosalba Messeni Nemagna, discendente diretta dei fondatori del Petruzzelli, a cui abbiamo rivolto alcune domande…
– Dottoressa Messeni Nemagna, a suo parere quali e quante possibilità la cittadinanza barese può maturare in merito alla riapertura del teatro Petruzzelli già a partire dal dicembre del 2007?
Diciamo sinceramente, i problemi possono sorgere in merito alla lungaggine delle procedure burocratiche, questo non ce lo dobbiamo nascondere. Già il restauro del foyer, è un ottimo risultato e non può che farci impegnare affinché si completi il programma definito nei particolari nella convenzione stipulata nel 2002. Un programma perfettibile, ma che rappresenta un passo in avanti, decisivo nella direzione che noi tutti auspichiamo.
-Nella lettera aperta che i vostri legali hanno spedito al Ministero dei Beni Culturali nonché alla neonata Fondazione lirico-sinfonica, leggiamo la vostra assoluta fermezza a voler entrare all’interno del Consiglio di Amministrazione della stessa Fondazione a partire già dal 1 gennaio 2006 quando, seguendo la missiva, avrebbero dovuto essere ultimati i lavori. C’è paura di essere estromessi?
Noi speriamo di poter entrare a far parte del Cda, anche perché in principio eravamo stati estromessi nonostante avessimo chiesto una partecipazione simbolica sulla ragione della storia che ci lega a questo teatro. Un ruolo, quello ci eravamo proposti, che non prevedeva il diritto di voto ma che era semplicemente diretta ad un funzione di aiuto e di supporto ad un buon andamento della gestione dello stesso teatro.
– Come giudica che la dotazione di fondi predisposta per il completamento del restauro?
Sicuramente i fondi previsti dagli enti locali insieme al Ministero potranno essere già sufficienti, anche se i problemi che si sono venuti a determinare durante i lavori di completamento, necessiteranno di valutazioni ulteriori per vedere se le previsioni iniziali sono in linea o meno anche con il rialzo del costo del denaro.
– La multinazionale olandese Akzo Nobel, così come è accaduto anche per la Scala di Milano, ha fatto sapere che fornirà gratuitamente i materiali necessari per il completamento degli interni e della facciata. Che lei sappia sono previste altre sponsorizzazioni?
Io sono convinta che molte sponsorizzazioni arriveranno così come è successo per la Fenice di Venezia o la ricordata Scala di Milano. Personalmente ho avuto delle offerte di sponsor che erano disposte a far gli arredi a costo zero. Pertanto queste cose sono sicura saranno risolte brillantemente con uno sgravio notevole in termini di denaro.
– Una delle cause della impasse amministrativa, che tanto tempo ha tolto all’avvio dei lavori, è stata rappresentata dalla controversia riguardo il restauro di un teatro privato su di un suolo pubblico. Sembrava che la questione avesse trovato una soluzione, ma oggi pare che si stia ripresentando. Che novità può darci in merito?
La soluzione che era stata prevista con la convenzione prevedeva per la proprietà privata una concessione per quaranta anni di tempo alle parti pubbliche per la gestione del teatro. Questo significa, in qualche modo, anche perdere una proprietà, perché è vero che noi avremo un emolumento che sarà a costo zero, però questo non è il massimo per un privato e forse non lo sarà neanche per la parte pubblica.
Di solito avviene che l’ente pubblico dia una concessione al privato e successivamente si riprende la proprietà, però vista la natura della stessa proprietà del teatro, in parte pubblico e in parte privato, dovevano o lasciare completamente affidata a noi la ricostruzione, limando tutti gli ostacoli giuridici e tecnici che impediscono di accelerare i lavori, oppure affidare il tutto ad una gestione integrata tra tutti i soggetti a partire dal Ministero.
Io credo che bisogna proseguire per questa strada anche perché non penso sia utile per nessuno ridiscutere aspetti che erano già risolti; vediamo invece di pensare al terzo lotto che riguarda la ricostruzione anche dell’apparato scenico che da solo potrebbe costare decine e decine di migliaia di euro.
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