“Benedetto colui che viene” perchè “Senza la domenica non possiamo vivere”

La Redazione
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In città non si parla d’altro. Tutto rimanda al Congresso Eucaristico: cartelloni pubblicitari, negozi con affissi alle vetrine manifesti del Papa, la gente che si incontra per strada o sugli autobus.
Tutti fervono per questo evento che culminerà con l’arrivo del Santo Padre, domenica 29 maggio.
E già. "Domenica, giorno della festa", quasi a voler sottolineare il tema di oggi, 23 maggio.
E il clima di gioia, tipico di ogni festa, si ravvisa già nella mattinata, calda e quanto mai assolata, foriera di "luce", che richiama la luce che la Celebrazione Eucaristica infonde nell’animo di ogni uomo portandolo a vivere collettivamente questo momento.
Ed è la collettività che riempie il padiglione 71 della Fiera del Levante, dove Mons. Giuseppe Betori ha tenuto la sua relazione sul tema della domenica quale giorno di festa.
Ci si sarebbe aspettati principalmente gli "addetti ai lavori" e invece ciò che è balzato immediatamente agli occhi è stato il congruo numero di giovani, "la cui presenza conferisce", queste le parole di Mons. Cacucci, "un particolare tono di festa a tutto il Congresso".
E forse il messaggio contenuto nelle parole di Mons. Betori era rivolto proprio a loro.
Intenzionalmente provocatorio o semplicemente esplicativo di quello che è considerato il nucleo del Congresso (SENZA LA DOMENICA NON POSSIAMO VIVERE), esso, ad ogni modo, invita a recuperare il significato più autentico, sotteso al concetto di "festa", o meglio al concetto di "fare festa".         E’ da intendersi nell’ambito più propriamente cristiano, senza tralasciare, tuttavia, la dimensione antropologica, come bisogno di commemorare collettivamente un evento, nella fattispecie il "dominicum misterium", ossia l’Eucaristia.
E’ la meta cui ogni cristiano deve tendere, intraprendendo tale cammino in comunità per raggiungere con gli altri fratelli la gioia divina e poter, quindi, fare festa

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