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Il Comune approva il rendiconto di gestione: per contrastare il Covid persi 6,8 milioni

La Redazione
Nell'incontro a Palazzo di Città sono stati spiegati i dettagli del rendiconto di gestione: registrato l'aumento del fondo di cassa finale e il miglioramento del risultato di amministrazione
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Approvato il rendiconto di gestione 2021 del Comune di Bari: l'amministrazione chiude i conti nella scorsa annualità registrando l’aumento del fondo di cassa finale e il miglioramento del risultato di amministrazione, oltre ad una intensa attività sulla riscossione dei residui attivi, sugli investimenti sul territorio e per l’abbattimento dello stock di debito e il recupero dell’evasione. Ieri si è tenuta la conferenza cittadina sul tema, alla presenza dell’assessore all’Economia e Bilancio Alessandro D’Adamo e del direttore della ripartizione Ragioneria generale Giuseppe Ninni. “La gestione finanziaria 2021 è stata caratterizzata ancora, come per il 2020, dai gravi effetti conseguenti alla pandemia Covid-19 – dichiara l’assessore D’Adamo –. Effetti prevedibili, sia in termini di minori entrate sia di maggiori spese. Questo nuovo dato però è stato fronteggiato con un’oculata programmazione e una politica tariffaria che ha cercato di andare incontro ai cittadini e alle imprese attraverso una graduata partecipazione dello Stato attraverso specifiche misure di sostegno nei confronti di queste categorie come pure degli enti locali. Complessivamente, la perdita di gettito di entrate 2021 rispetto al 2019, per effetto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, è stata di circa 6,8 milioni di euro, mentre le maggiori spese Covid, al netto dei risparmi, si sono mantenute in termini tutto sommato assorbibili. La condizione di sostanziale salute di cui godono i conti del Comune, grazie al lavoro fondamentale di tutti i dirigenti e i collaboratori delle ripartizioni finanziarie, ci permette di affrontare con forza e determinazione la programmazione e la gestione del Bilancio di Previsione 2022/2024 attraverso cui, tenendo conto degli eventuali strascichi sull’economia connessi all’emergenza sanitaria e agli effetti conseguenti alla guerra in Ucraina, dobbiamo essere in grado di mettere in campo ogni possibile intervento teso a garantire i maggiori benefici alla collettività amministrata, in un momento di perdurante ed oggettiva difficoltà del tessuto economico in cui l’azione pubblica sarà ancora determinante”.

Lo Stato con i numerosi provvedimenti di finanza pubblica susseguitisi nel corso del 2021 ha erogato al Comune di Bari i seguenti contributi:

– € 5,9 Milioni a titolo di Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali;

– € 3,4 Milioni a titolo di ristoro esenzioni IMU settore turismo e spettacolo, partite iva, proprietari locatari ex art. 4-ter D.L. 73/2021;

– € 2,9 Milioni a titolo di ristoro riduzione TARI per le attività commerciali interessate dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell’esercizio delle rispettive attività;

– € 0,9 Milioni a titolo di ristoro esenzione Tosap attività commerciali;

– € 1,3 Milioni a titolo di solidarietà alimentare;

– € 0,7 Milioni a titolo di centri estivi e contrasto alla povertà educativa e buoni viaggio.

In estrema sintesi la gestione finanziaria 2021 presenta le seguenti risultanze finali:

La disponibilità di cassa complessivamente a disposizione dell’ente al termine dell’esercizio si attesta nella misura di oltre 270 milioni, con un incremento del 15% circa rispetto al 2020 (234 milioni), del 23% circa rispetto al 2019 (219 milioni), del 35% circa rispetto al 2018 (199 milioni), del 52% circa rispetto al 2017 (177 milioni) e costituisce una componente essenziale del risultato di amministrazione al 31 dicembre, ne comprova l’effettiva disponibilità e indica il livello di solidità liquida a disposizione del Comune di Bari.

In definitiva, nel quinquennio 2017/2021 la liquidità del Comune di Bari è aumentata di oltre 93 milioni di euro.

Il risultato di amministrazione complessivo 2021, prima della sua scomposizione nella parte accantonata/vincolata/destinata, risulta pari ad € 472 milioni e registra un incremento (+11%) rispetto all’analogo risultato rilevato al termine del 2020.

L’aumento del saldo finale di cassa e il miglioramento del risultato di amministrazione complessivo sono ulteriormente avvalorati da un altro indicatore fondamentale della sostenibilità finanziaria di un ente: la consistenza finale dei residui attivi e, in particolare, di quelli correnti derivanti da entrate tributarie.

Dalla lotta all’evasione 2021 sono stati accertati crediti per un importo pari a circa 13 milioni, comprensivi di sanzioni e interessi, dei quali una ragguardevole percentuale già incassati nel corso nel corso dello stesso esercizio (circa 5 milioni).

Per i residui attivi afferenti il Titolo I, ovvero relativi a crediti di natura tributaria, la consistenza finale registra un decremento rispetto a quelli finali 2020. Si passa, infatti da residui attivi finali, a dicembre 2020, pari a € 165 milioni a residui attivi finali, a dicembre 2021, pari a € 156 milioni.

La maggior parte è ascritta ai crediti TARI, per i quali in analogia al 2020 la scadenza dell’ultima rata di pagamento del tributo è stata fissata a marzo 2022.

L’andamento delle riscossioni 2021 da entrate tributarie restituisce un confortante risultato positivo rispetto al 2020 (+13%).

Con riferimento alle spese d’investimento (OO.PP.), al termine dell’esercizio finanziario 2021 gli impegni registrati al Titolo II – spese in conto capitale – ammontano a € 36 milioni che sommati a quelli relativi ad investimenti già avviati entro il 2021, ma reimputati in base al cronoprogramma di spesa agli esercizi successivi pari ad € 64 milioni, forniscono la misura complessiva dei cantieri aperti in tutta la città (circa € 100 milioni).

Nonostante la costante crescita del valore degli investimenti, continua a mantenersi basso il debito di finanziamento dell’ente: rispetto alle 12 città italiane con maggiore densità demografica, il Comune di Bari continua a detenere un valore da indebitamento tra i più bassi in assoluto, mostrando la massima inclinazione al rigoroso rispetto del principio di equità intergenerazionale.

Infine, sul fronte dei pagamenti, si evidenzia che, durante l’esercizio finanziario 2021, risultano emessi ordinativi di pagamento per complessivi € 410 milioni. Per quelli afferenti le transazioni commerciali, rispetto al termini di 30 giorni previsto dal D.Lgs 231/2002, l’indicatore di tempestività dei pagamenti ITP (esplicativo dei giorni effettivi intercorrenti tra la data di scadenza della fattura o richiesta equivalente e la data di effettivo pagamento al fornitore), registra per l’anno 2021 un valore medio di 18,44 (quindi positivo).

sabato 23 Aprile 2022

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