Cronaca

Blitz contro il clan Moccia in Campania: arrestato anche l’ex consigliere barese Pasquale Finocchio

La Redazione
Finocchio (ex Forza Italia poi passato al gruppo misto) è indagato per traffico di influenze
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Ci sono anche l'ex consigliere comunale di Bari, Pasqale Finocchio e l'ex assessore comunale di Lecce, Andrea Guido, attuale consigliere in carica d'opposizione, tra le 57 persone arrestate stamattina dai carabinieri del Ros, al termine di indagini coordinate dalla Procura di Napoli: 36 persone in carcere, 16 ai domiciliari e 5 divieti temporanei di esercitare attività d'impresa per una ordinanza firmata dal gip Maria Luisa Miranda in cui si contestano, a vario titolo, l'associazione mafiosa, estorsione, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio, fittizia intestazione di beni, corruzione, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, ricettazione, favoreggiamento, reati aggravati dalla finalità di agevolare il clan Moccia. Contestualmente il Gico della Guardia di finanza ha notificato altri due divieti temporanei di esercitare attività d'impresa e sequestrato, d'urgenza, beni mobili, immobili e quote societarie per un valore complessivo pari a 150 milioni di euro. Le misure per i due ex esponenti politici pugliesi riguardano ipotesi collegate ad appalti in favore di personaggi riconducibili al clan Moccia. Finocchio, finito ai domiciliari, è accusato di traffico di influenze in relazione a un episodio del 2017. «Finocchio – dice il suo avvocato, Roberto Eustachio Sisto – renderà puntuale interrogatorio, chiarendo con la massima serenità tutti i fatti e così dimostrando la propria totale estraneità». Guido invece, consigliere comunale di opposizione di Lecce ed ex assessore all'Ambiente della giunta Perrone, è finito agli arresti domiciliari per corruzione poiché sarebbe stato contattato per favorire un'impresa, legata proprio al clan Moccia, affinché ottenesse un appalto del comune per lo smaltimento di olii esausti.  L'indagine ha consentito di acquisire gravi indizi circa l'esistenza e l'operatività dell'organizzazione mafiosa, della quale sono ritenuti i capi i fratelli Moccia, Angelo, Luigi e Antonio, e il cognato Filippo Iazzetta, i quali, nonostante fossero in detenzione, e Angelo e Luigi si fossero da tempo trasferiti a Roma, avrebbero veicolato ordini agli affiliati.

mercoledì 20 Aprile 2022

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Maria P.
Maria P.
2 mesi fa

E ora ci aspettiamo che sia fatta chiarezza su tutti gli appalti rilasciati dai Comuni pugliesi a imprese campane legate alla camorra.

Graziano
Graziano
2 mesi fa

Ora vorremmo sapere in quanti Comuni pugliesi operava l'azienda camorrista che recuperava oli usati. E chi pagava il servizio.