Cronaca

Fatture false, sequestrati beni per un oltre un milione a due imprenditori baresi

La Redazione
Il provvedimento eseguito dalla Finanza collegato a un'indagine su un presunto sistema di frode nell'ambito della quale i due imprenditori erano finiti ai domiciliari nell'ottobre 2017
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Beni del valore di oltre un milione di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Bari a due imprenditori baresi, in esecuzione di due decreti di sequestro di prevenzione – emessi, su richiesta di questa Procura della Repubblica, dalla III Sezione Penale del locale Tribunale, in funzione di Tribunale per la prevenzione. L’esecuzione dei provvedimenti rappresenta l’epilogo di una indagine svolta dai finanzieri del Gico di Bari, "finalizzata – spiegano gli investigatori – alla ricostruzione del profilo di pericolosità sociale dei “proposti” e all’individuazione degli “asset” patrimoniali e finanziari riconducibili ai medesimi e ai componenti dei rispettivi nuclei familiari". I destinatari dei provvedimenti di prevenzione sarebbero stati, difatti, riconosciuti "come soggetti connotati da una pericolosità sociale generica", in relazione al loro coinvolgimento in articolate indagini, eseguite dalle Fiamme Gialle baresi tra il 2015 e il 2018 e attualmente nella fase del dibattimento, "che avrebbero disvelato l’esistenza e l’operatività di un’organizzazione criminale, con base operativa a Bari, dedita alla commissione dei delitti tributari di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, di omessa dichiarazione fiscale, di presentazione di dichiarazioni infedeli e di occultamento di documenti contabili, nonché di autoriciclaggio dei relativi proventi illeciti". Alla luce degli elementi acquisiti anche attraverso intercettazioni di conversazioni telefoniche, gli imprenditori – attinti nell’ottobre 2017 da un provvedimento emesso dal locale Tribunale, su richiesta di questa Procura della Repubblica, applicativo della misura cautelare degli arresti domiciliari e del sequestro preventivo di beni – "avrebbero beneficiato dei proventi derivanti dai delitti tributari, commessi per il tramite di 2 società di capitali baresi operanti nel settore della produzione di manufatti in cemento, acquisiti attraverso numerosi trasferimenti “sine titulo” per un importo complessivo di oltre 1 milione di euro; somma, questa, successivamente utilizzata dagli indagati per finalità diverse". Il complesso sistema di frode, stando a quanto emerso "posto in essere anche attraverso l’utilizzo di società 'cartiere'", avrebbe, secondo gli investigatori, "consentito alle società coinvolte di evadere l’i.v.a., negli anni di imposta dal 2011 al 2015, per un importo totale di circa 4 milioni di euro". Al fine di disvelare, quindi, l’origine del patrimonio degli indagati e dei relativi nuclei familiari è stata acquisita, "con riferimento al periodo 2011-2017, copiosa documentazione, tra cui i contratti di compravendita dei beni, nonché numerosi altri atti pubblici che hanno interessato nel tempo gli interi nuclei familiari investigati, verificando poi, per ogni transazione, le connesse movimentazioni finanziarie sottostanti alla creazione della provvista economica. Il materiale così raccolto è stato oggetto, pertanto, di circostanziati approfondimenti investigativi che hanno consentito (secondo l’impostazione accolta dal Tribunale di Bari, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) di individuare – allo stato delle indagini – beni nella disponibilità degli imprenditori e dei rispettivi nuclei familiari costituenti il reimpiego dei proventi delle attività illecite commesse".

mercoledì 16 Marzo 2022

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