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Settecento esuberi Bosch Bari: incontro a Modugno tra Fim-Cisl e lavoratori

La Redazione
Per il sindacato occorrono due linee di intervento: una interna all'azienda, attraverso misure di solidarietà, e una esterna, che coinvolga Governo e Mise e che agevoli la riconversione industriale
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Si è tenuto questa mattina nella sala Beatrice Romita del Comune di Modugno, un incontro tra i vertici FimCisl regionali e i lavoratori per definire una linea d’azione comune in merito alla previsione dello stabilimento Bosch di Bari di 700 esuberi (su 1700 dipendenti) nei prossimi 5 anni. Un annuncio che segna a Bari anche la prima crisi aziendale in Italia causata dal passaggio all’auto elettrica: Il punto di snodo è nella specializzazione e riconversione produttiva dello stabilimento. Al tavolo di confronto, organizzato da Fim-Cisl, hanno partecipato il sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, il vicesindaco, Beppe Montebruno, il consigliere comunale e rappresentante RSU Fim-Cisl, Vincenzo Scelsi, il segretario generale Fim Cisl Bari, Donato Pascazio e altri rappresentanti sindacali. “Il sito Bosch di Bari ha dato molto al territorio in termini di occupazione e di crescita – ha spiegato Donato Pascazio. – È indubbio, altresì, che come lavoratori siamo stati sempre corretti e leali in questi anni per soddisfare tutti gli obiettivi aziendali. Prevedere 700 esuberi in 5 anni significa dare un duro colpo al nostro territorio”. Il segretario Fim-Cisl ha poi spiegato quali sono le proposte del sindacato: “È necessario prevedere due linee di intervento: la prima è interna al Gruppo Bosch attraverso interventi di solidarietà interna con la possibilità di valutare le produzioni in eccesso in altri siti e sistemarli presso lo stabilimento di Bari. La seconda, invece, coinvolge il governo italiano e il MISE in modo tale da agevolare la riconversione industriale e garantire il futuro allo stabilimento di Bari e agli oltre 1700 lavoratori”. In questo senso, una mano potrebbe venire dalle risorse del PNRR da destinare a transizione energetica e mobilità: “Il sistema Italia deve essere pronto a questo cambiamento repentino nel settore automotive e finanziare la riconversione a tutte le grandi aziende del settore – ha concluso Pascazio –. È in ballo il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie”. Grande solidarietà e condivisione da parte del sindaco Bonasia: "Si tratta una battaglia che affronteremo insieme fino alla fine: è una vertenza che mai avremmo voluto vivere ma che riguarda l’anima del nostro territorio. Se si pensa alla zona industriale della nostra città – ha continuato – non si può che pensare alla Bosch. È il primo vero banco di prova del Paese Italia nel recepire fattivamente quel processo di trasformazione verso il green. Dobbiamo essere forti e tenere duro, dobbiamo essere pronti a battere i pugni sul tavolo per sostenere le nostre ragioni. Siamo e saremo al vostro fianco sia negli atti formali che fisicamente”.

martedì 1 Febbraio 2022

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