Cronaca

Sull’area di Punta Perotti non si può costruire: Tar conferma no a imprese e proprietari

La Redazione
La risposta dei giudici amministrativi al Consorzio Parco Perotti e alle società Sudfondi e Ma.Bar. Sui suoli su cui sorgevano i palazzoni demoliti nel 2006 resta "l'inedificabilità assoluta" come stabilito nel Piano paesaggistico
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«La scelta di tutelare un territorio costiero comprimendo in maniera significativa il diritto di proprietà del privato è frutto di valutazioni del tutto discrezionali da parte dell’autorità cui compete la potestà di pianificazione paesaggistica». Lo scrivono i giudici del Tar Puglia nel rigettare il ricorso presentato dal Consorzio Parco Perotti e dalle società Sudfondi e Ma.Bar, proprietarie dei suoli di Punta Perotti, sul lungomare sud di Bari dove fu realizzato un complesso residenziale dichiarato abusivo e demolito nel 2006. Il ricorso era contro Regione Puglia, ministero per i Beni e le Attività culturali, ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Comune di Bari. Le società chiedevano l’annullamento del Piano paesaggistico territoriale della Regione Puglia, approvato nel 2015, «nella parte in cui è stato impresso, ai terreni di proprietà, un regime di indisponibilità risoltosi nella inedificabilità assoluta dei suoli». In particolare le società lamentavano che, dopo la sentenza della Cedu che aveva dichiarato illegittima la confisca e condannato l’Italia ad un risarcimento milionario per i danni morali e materiali, avrebbero dovuto ottenere restituzione di terreni «non puramente e semplicemente, ma di terreni edificabili, posto che fino al Pptr tale era la destinazione urbanistica dei suoli, aspettativa letteralmente disattesa dalla Regione Puglia». Per i giudici però, «il destino urbanistico» di quei suoli «non poteva non risentire gli effetti derivanti dal futuro potere di pianificazione paesaggistica dell’ente dotato di competenza», per effetto del quale «un’area ubicata a meno di trecento metri dalla linea di costa – come in questo caso – risulti inedificabile in vista della salvaguardia di una bellezza naturale come la costa».

sabato 29 Gennaio 2022

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Maria P.
Maria P.
5 mesi fa

Si ma ora devono necessariamente restituire i suoli ai legittimi proprietari. E che ne faranno? Un parco privato? La vicenda non finisce qui ovviamente.