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Settecento esuberi alla Bosch di Bari, la Cgil chiede un tavolo nazionale

La Redazione
Gesmundo, segretario generale pugliese: «Non accettiamo generiche indicazioni su progetti tutti da individuare per una necessaria riconversione aziendale»
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“Quanto emerso ieri dall’incontro tra Regione Puglia, sindacati e azienda sul futuro dello stabilimento Bosch di Bari non ci lascia affatto tranquilli. Non accettiamo generiche indicazioni su progetti tutti da individuare per una necessaria riconversione aziendale che come Cgil e Fiom da qualche anno sosteniamo dovesse essere il principale tema di confronto per garantire continuità e difesa occupazionale”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil di Puglia, Pino Gesmundo, che ricorda come la Bosch “non può venirci a parlare di transizione quanto più socialmente sostenibile. Qui in ballo non ci sono solo i 700 esuberi ma il futuro stesso dell’azienda e quindi di tutti e 1700 dipendenti dello stabilimento. Noi pretendiamo da Bosch la presentazione di un vero piano industriale e chiediamo che su questa vertenza si attivino anche tavoli nazionali, con il Mise e il Ministero del Lavoro, dove la multinazionale deve venire a dirci perché in altre parti del mondo investe e in Puglia no. Nonostante sia stata sostenuta con importanti finanziamenti pubblici e abbia realizzato un centro di ricerche all’avanguardia”. Come ha affermato già ieri la Fiom di Bari, e come sostiene la Camera del Lavoro Metropolitana di Bari, “Abbiamo chiesto di attivare con la massima urgenza il tavolo sul rilancio della strategia industriale. La discussione non può che partire da ipotesi di riconversione che garantiscono la difesa dell’occupazione. Quanto illustrato da Bosch nell’incontro di ieri non ha nulla di tutto questo: noi pretendiamo dalla multinazionale chiarezza e trasparenza e riteniamo inaccettabile come si è impostato il confronto, si parte dagli esuberi e dalla necessità di ridurre i costi e poi capire cosa e come produrre in futuro. In una fase in cui stiamo discutendo di investimenti legati al Pnrr e ai fondi strutturali che devono sostenere riconversioni e transizioni, questo approccio di Bosch sul futuro dello stabilimento di Bari è da respingere in toto. In tal senso la Cgil sarà al fianco della categoria e dei lavoratori, sostenendo iniziative di mobilitazione e di lotta laddove necessarie per ottenere risposte sia dal Governo che dall’azienda”.

venerdì 28 Gennaio 2022

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