Politica

Emiliano non lascia il Pd. Si candida alla segreteria

La Redazione
Il presidente della Regione: «Pensare prima di decidere è la regola di tutta la mia vita»
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«Mi candido alla segreteria del Pd perché questa è casa mia, è casa nostra e nessuno può cacciarmi o cacciarci via».

Michele Emiliano non lascia il Partito democratico. Si candida a diventarne il numero uno.

Tramontata, quindi, l'ipotesi di scissione – lasciata alla corrente di Pierluigi Bersani, sempre più lontana da via del Nazareno – il presidente della Regione ha deciso di affrontare Matteo Renzi dall'interno del consesso dei democratici.

«Mai in nessun’altra forza politica italiana tanti hanno rinunciato a tutto pur di far nascere e sopravvivere la loro comunità – ha dichiarato oggi nella direzione del Pd -. Abbiamo così dato vita alla più grande forza politica della storia del centrosinistra italiano. Mi candido dunque accogliendo il loro invito ed il loro esempio, ma soprattutto quello tantissimi militanti che mi hanno chiesto in queste ore di far sopravvivere il progetto politico cui abbiamo lavorato insieme a partire dal 14 ottobre del 2007».

«Sorrido amaramente – ha aggiunto – quando mi descrivono esitante nel prendere questa decisione: è evidente che chi è capace di tanta superficialità rispetto a questioni così gravi, non ha mai vissuto analogo travaglio. Sono le stesse persone che nulla hanno avuto da dire ad un segretario e premier che dopo aver personalizzato un referendum costituzionale, promettendo addirittura il ritiro dalla vita politica in caso di sconfitta, oggi vanno avanti con lui senza porgli le domande che fanno a me».

«Pensare prima di decidere – ha aggiunto Emiliano – è stata ed è la regola di tutta la mia vita senza paura di mostrare i miei limiti, le mie insufficienze, i miei dubbi. Ho condotto questa complessa riflessione assieme ad Enrico Rossi e Roberto Speranza che hanno condiviso con me questi giorni difficili».

La sfida a Renzi è appena cominciata: «L’ex segretario ha mostrato con evidenza di essere il più soddisfatto della possibile scissione» ha commentato Emiliano.

«Durante l’assemblea di domenica ho tentato, scuotendo negativamente l’animo di molti miei sostenitori, un’ultima disperata mediazione che impedisse una scissione con l’area della sinistra del partito rappresentata da Rossi e Speranza – ha spiegato Emiliano -. Il mio intervento seguiva quello di Guglielmo Epifani che aveva richiesto al segretario dimissionario una maggiore contendibilità del Congresso per utilizzare questo elemento come punto di partenza di una ricucitura. Assieme a loro ho aspettato un gesto, semplice e facilmente realizzabile, che avrebbe con certezza evitato la paventata scissione che tutti viviamo come una sciagura. Ma quel gesto non è arrivato».

martedì 21 Febbraio 2017

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